Il processo di riciclo delle batterie al piombo esauste

Riciclando le batterie al piombo esauste si previene la natura dall’inquinamento di sostanze tossiche e si risparmiano molte risorse che ritornano alle imprese come nuove materie prime, pronte per essere nuovamente lavorate.

Vediamo le tappe di questo processo che inizia quando il COBAT, dopo aver raccolto le batterie esauste in tutta Italia, le invia gli impianti di riciclo consorziati.

La frantumazione Prima di tutto, le batterie vengono frantumate e le diverse componenti, piombo metallico, ossidi e solfati di piombo, plastiche ed elettrolita (acido solforico), sono separate e selezionate: l’acido viene è neutralizzato mentre le plastiche (soprattutto polipropilene) vengono sciacquate e triturate sono per essere rimesse sul mercato.

La fusione Tutto il piombo contenuto nelle batterie, viene fuso ad una temperatura fra 800° e 1000°C in specifici forni che consentono il controllo delle emissioni in atmosfera. Tale piombo, detto “piombo d’opera”, viene poi avviato alla raffinazione.

La raffinazione Il piombo d’opera, a seconda del prodotto finale che si vuole ottenere, subisce diversi trattamenti in caldaie a temperature fra i 350° e 500°C. Il piombo che ha perduto tutte le impurità si chiama “piombo secondario”, ed è in tutto identico alla risorsa originaria estratta dal minerale. Tra i suoi impieghi: produzione di nuove batterie, il rivestimento di cavi elettrici, industria chimica e delle ceramiche, nonché per la produzione di apparecchiature radiologiche e lastre e tubi per l’edilizia.

andrea pietrarota

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Un mondo di batterie

Un mondo di batterie
Il Cobat e le batterie al piombo: sempre più protagonisti nella società moderna

Negli ultimi cento anni i consumi energetici mondiali sono aumentati di 50 volte ed in futuro la domanda di energia è destinata ad aumentare ancora per lo sviluppo dei Paesi industrializzati, l’incremento demografico e l’auspicabile miglioramento delle condizioni di vita di gran parte della popolazione mondiale.
Uno strumento geniale ed irrinunciabile per soddisfare questo crescente bisogno di energia è stato in passato, e sarà senz’altro anche in futuro, la batteria.
Il compito della batteria è accumulare energia e conservarla nel tempo per restituirla, in modo controllato, quando e dove serve, sotto forma di movimento meccanico, corrente elettrica, luce, calore
Le più comuni sono quelle delle automobili ma, per avviare i loro motori, anche motocicli, camion, trattori, barche hanno bisogno di batterie al piombo acido.
Senza gli accumulatori al piombo non funzionerebbero neppure le centrali elettriche, i ripetitori, le centrali telefoniche, i carrelli trasportatori ed elevatori, i locomotori, i gruppi di continuità che assicurano l’energia elettrica negli ospedali o negli anti-furto casalinghi.
In Italia, ogni anno vengono vendute circa 16 milioni di batterie, di cui quasi 10 milioni legate al mondo delle autovetture. Nel suo insieme, il settore della produzione delle batterie sviluppa un fatturato di circa 700 milioni di euro e dà lavoro ad oltre 3.000 persone.
Le batterie al piombo, quando non sono più ricaricabili divengono “esauste” e sono classificate dalla legge come “rifiuti pericolosi”, per via del loro contenuto in sostanze tossiche e nocive per la salute umana e per l’ambiente. Le batterie, infatti, se eliminate in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento; se invece vengono raccolte con cura e riutilizzate, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo e petrolio.
Per assicurare la raccolta ed il riciclo delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi nel 1988 il Parlamento italiano ha istituito il Cobat, Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste.
Il Cobat, che è operativo dal 1992, assicura un servizio gratuito di raccolta attraverso una rete di 90 imprese di raccoglitori incaricati che ritirano sull’intero territorio nazionale le vecchie batterie passando presso tutte le auto-officine, le isole e stazioni ecologiche di Comuni e aziende di igiene urbana, le piccole, medie e grandi imprese.
Solo nel 2004, il Cobat ha raccolto e avviato ai 6 impianti di riciclo circa 192.000 tonnellate di batterie al piombo esauste, mentre, dal 1992 ad oggi sono stati raccolti oltre 2 milioni di tonnellate di accumulatori esausti, con un tasso medio annuo di crescita del 3,4%, sottratti allo sversamento nell’ambiente 360 milioni di litri di acido solforico e recuperati 2 milioni di tonnellate di piombo, cioè oltre il 50% della produzione italiana di tale metallo. E poiché l’Italia è un Paese importatore di piombo, la riduzione dei volumi da importare contribuisce notevolmente – oltre 50 milioni di euro risparmiati ogni anno – alla bilancia nazionale dei pagamenti. Inoltre, il piombo “secondario” è identico a quello estratto dal minerale ed è riutilizzabile all’infinito.
Andrea Pietrarota

Giorgio Arienti nominato direttore generale Ecodom

Milano, 22 marzo 2005 – Ecodom, il nuovo consorzio per il recupero e il riciclaggio degli elettrodomestici, ha nominato il direttore generale: Giorgio Arienti, che ha come primo incarico quello di costruire la struttura operativa per poi gestirne l’attività.

Ecodom, costituito da 15 tra i maggiori produttori e importatori di grandi elettrodomestici e scalda-acqua, risponde agli obiettivi fissati dalla Direttiva Ue sul trattamento dei prodotti elettrici ed elettronici giunti al termine del loro utilizzo (Raee). La Direttiva deve essere adottata anche in Italia.

Giorgio Arienti, 44 anni, laureato in Ingegneria Meccanica con indirizzo impiantistico al Politecnico di Milano, ha guidato per oltre tre anni We@bank, il servizio Internet di banking e trading di Banca Popolare di Milano. In precedenza, ha partecipato allo start-up di VitaGo, sito internazionale di e-commerce nel settore bellezza e salute; è stato Direttore Logistica e Acquisti e poi Direttore Sviluppo di Sisal; ha ricoperto la mansione di National Logistics Manager in DHL International e ha iniziato l’attività lavorativa nel settore dell’automazione per la logistica.
* * *
Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici) è il consorzio che rappresenta una quota di mercato significativa nei settori dei grandi elettrodomestici e scalda-acqua in risposta alla Direttiva 2002/96/CE dell’Unione Europea sullo smaltimento e il riciclo degli apparecchi elettrici ed elettronici a fine vita. Ha come finalità la gestione collettiva di trasporto, reimpiego, trattamento, recupero, riciclaggio, smaltimento dei prodotti al termine del loro utilizzo.
I Soci fondatori sono: Antonio Merloni; B/S/H Elettrodomestici; Candy Elettrodomestici; Faber; Franke; Haier Europe Trading; Hoover; Lorenzi Vasco; Indesit Company; Merloni Termosanitari; Miele Italia, Nardi Elettrodomestici; Smeg; Tecnogas; Whirlpool Europe. Al Consorzio potranno aderire altre aziende delle filiere sopra elencate.
Presidente è Piero Moscatelli di Indesit Company.

Per informazioni alla stampa:
Giorgio Scappaticcio
Hill&Knowlton Gaia
Via Nomentana 257
00161 Roma
Tel. 06 441640309
fax 06 4404604
e-mail: scappaticciog@hkgaia.com

Ecoturismo Italia promuove il progetto di certificazione "Comuni Ecoturistici d’Italia"

Ecoturismo Italia promuove il progetto di certificazione "Comuni Ecoturistici d’Italia"

L’Associazione Ecoturismo Italia, con il coordinamento scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, promuove il progetto "Comuni Ecoturistici d’Italia".
Il Marchio di qualità ecoturistica certificherà l’integrazione di più requisiti quali la salvaguardia ambientale e lo sviluppo locale, in termini di crescita economica e sociale, all’interno delle politiche di sviluppo turistico di un Comune o di un territorio.
Il Marchio verrà attribuito alle località che dimostreranno di soddisfare una serie di requisiti correlati allo sviluppo di un turismo di qualità: tutela dell’ambiente naturale e uso efficiente delle risorse, valorizzazione del patrimonio culturale-artistico, riscoperta e valorizzazione delle tradizioni locali, cultura dell’ospitalità, qualità della ricettività ecc.
Con potenziali di crescita che raggiungono il 20% l’anno, il segmento di mercato legato all’ecoturismo ha già dimostrato di saper attirare l’attenzione non solo degli operatori turistici (Tour Operator, Agenzie di viaggio e turismo, albergatori ecc.), ma anche degli enti locali, sempre più consapevoli di poter e dover promuovere sul proprio territorio uno sviluppo turistico di qualità, che coniughi sostenibilità ambientale, economica e sociale. In questo contesto di forte crescita del mercato, diviene necessario:
*          distinguere le iniziative autenticamente ispirate ai valori e ai principi dell’ecoturismo da quelle che lo richiamano esclusivamente in modo strumentale;
*          garantire una visibilità maggiore ad alcune realtà territoriali di grande valore e dal grande potenziale ecoturistico e contribuire alla loro promozione;
*          aiutare le amministrazioni locali a sviluppare una adeguata Strategia di Sviluppo Ecoturistico del proprio territorio.

La creazione di uno specifico schema di certificazione della qualità ecoturistica, destinato a quelle località che intendano promuoversi come mete autenticamente ecoturistiche, vuol contribuire attivamente al raggiungimento di queste finalità.
Lo sviluppo di uno schema di certificazione della qualità ecoturistica risponde, dunque, alla volontà di fornire, a quelle amministrazioni locali che hanno deciso di puntare con forza verso un turismo di qualità integrato con l’ambiente, un valido ed originale strumento che vuole essere, contemporaneamente, di valorizzazione del territorio, di marketing territoriale e di tutela e garanzia del turista. Il progetto si rivolge in particolare a piccoli e medi Comuni italiani che intendono avviare sul proprio territorio un percorso di sviluppo turistico di qualità, che sia coerente rispetto ai principi e ai valori dell’ecoturismo.
Alla sperimentazione dell’iniziativa di "Comuni Ecoturistici d’Italia" parteciperà un campione composto da una ventina di piccoli e medi Comuni, provenienti possibilmente da tutte le diverse regioni italiane, dotati di un insieme di risorse naturali e culturali dal buon potenziale ecoturistico e con un numero di non superiore  ai 10-12.000 abitanti. I comuni partecipanti alla sperimentazione dovrebbero essere.
Trattandosi di una iniziativa che si rivolge ad amministrazioni locali di piccole e medie dimensioni, spesso non dotate di grandi mezzi finanziari, il Progetto punterà a costruire uno strumento agile, basato sulla semplicità delle procedure e su bassi costi di gestione del Marchio. Nella sua fase iniziale, il progetto sarà finanziato con le risorse proprie dell’Associazione Ecoturismo Italia, derivanti anche dal versamento della quo-ta annuale di adesione all’Associazione da parte dei Comuni interessati alla sperimentazione in oggetto. Il costo previsto per ogni Comune è di € 1500. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito: http://www.ecobilancioitalia.it <http://www.ecobilancioitalia.it>

Andrea Pietrarota

Una Consulta per le città bagnate dal Mare Nostrum

Una Consulta per le città bagnate dal Mare Nostrum

È nata la Consulta Permanente delle Città del Mediterraneo. Ad annunciarlo è stato il Presidente della Biennale Internazionale del Mare, Raffaele Pallotta d’Acquapendente, nel corso della recente conferenza, inserita nel Maggio dei Monumenti, sul tema: "Il patrimonio Monumentale delle metropoli costiere". La Consulta sarà un organizzazione che dovrà affrontare costruttivamente i problemi comuni delle metropoli del Mediterraneo, in un’ottica di sinergia e collaborazione reciproca.
Per la prima riunione della Consulta, che si terrà durante la prossima Biennale Internazionale del Mare in programma nella primavera del 2006, è stata scelta come sede la città di Napoli.
La Consulta si inserisce, così, nel filone avviato con la Conferenza dei Sindaci delle metropoli costiere del Mediterraneo voluta, nel 1994, dall’allora primo cittadino di Napoli Antonio Bassolino.
"La consulta sarà il mezzo – afferma il presidente della Biennale Internazionale del Mare, Raffaele Pallotta – attraverso cui sviluppare contatti e confronti costanti tra le varie città del Mare Nostrum".
Ma anche un incitamento per l’Unione Europea. “Potrebbe e dovrebbe essere – ha proseguito Pallotta – un correttivo per la politica europea che si sta orientando sempre di più verso un’apertura del settore nord-orientale del nostro continente e questo potrebbe far tralasciare i problemi che impone il Mediterraneo.
Dalla Consulta, infatti, vorremmo che potessero venir fuori suggerimenti e programmazioni che aiuterebbero l’UE ad essere presente nella nostra area". Insieme al presidente  Raffaele Pallotta, a dare la notizia della neonata Consulta è stato anche l’Assessore ai Grandi Eventi del Comune di Napoli, Giulia Parente, la quale ha sottolineato l’importanza della delega regionale al Mediterraneo che "…Bassolino, non a caso, ha costituito e tenuto per sé, a dimostrazione di quanto sia importante questo mare che ci unisce e di quanta ricchezza può dare ai nostri Paesi". Erano presenti alla conferenza di presentazione anche il presidente dell’Osservatorio internazionale delle Cose Mediterranee, Massimo Rosi, e le autorità consolari a Napoli delle nazioni mediterranee.
In particolare, il console generale di Francia, Henri Vignal, ha tenuto a sottolineare l’importanza della nuova iniziativa: “Ritengo che la cooperazione messa in atto dalla Biennale sia davvero importante per tutte le città del Mediterraneo, e certamente, in Francia, per la città di Marsiglia".

Andrea Pietrarota

La sfida di Pescara 2009

La sfida di Pescara 2009

La città di Pescara si è candidata come sede della XVI Edizione dei Giochi del Mediterraneo. L’evento sarebbe un momento unico e determinante per la crescita e l’arricchimento culturale di tutta la cittadinanza, oltre che l’occasione importante per dimostrare le capacità organizzative e la grande ospitalità.
La candidatura di Pescara a ospitare i Giochi nel 2009 è un chiaro segno della vitalità di questa dinamica città dove è in atto un profondo processo di rinnovo a livello urbanistico. Pescara, città di servizi universitari, commerciali, amministrativi, finanziari e sportivi, punto d’arrivo aeroportuale per scali internazionali, porta d’accesso dal mare Adriatico, è stata definita dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel corso di una visita ufficiale: "città splendida e ridente, centro di un’area metropolitana in forte sviluppo,con l’augurio di trovare nelle vie antiche e nuove del mare e del cielo il compiersi del suo destino di ponte tra civiltà vicine e lontane, unite da un sogno di pace." Pescara è stata già sede, nel 1996, dell’incontro di tutte le nazioni del Mediterraneo, sul tema "Mediterraneo: la grande risorsa", dibattito che ha posto l’attenzione sul fattore strategico di sviluppo che l’area del Mediterraneo rappresenta per il futuro dell’Europa.
In questo quadro, Pescara svolge un ruolo di primaria importanza, in quanto città transfrontaliera verso i Balcani, per la sua vicinanza e il suo forte legame con la Capitale e, ancora, in quanto fulcro del Corridoio Adriatico, che rappresenta un vero e proprio trampolino dell’Europa verso il Mediterraneo. Pescara spera di diventare luogo e meta significativa dei Giochi del Mediterraneo del 2009, per poter esprimere al meglio i valori dello sport, della vita e della pace, per unire quei popoli che, pur bagnati dallo stesso mare e accomunati da un unico sogno di pace, sono ancora divisi da culture, tradizioni e religioni diverse e per far sì che, ancora una volta, lo sport rappresenti il veicolo di promozione e di sviluppo dell’unione e della fratellanza tra i popoli.
Con questo spirito, l’Amministrazione Comunale di Pescara, con la collaborazione della Regione Abruzzo e delle Province di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila, forte anche dell’ottima dotazione di impianti sportivi, di una capacità ricettiva di assoluto prestigio, di un clima tipicamente mediterraneo temperato, del tipico calore abruzzese e soprattutto di un ambito urbano e territoriale molto sicuro e con scarsa presenza di criminalità, si augura di ottenere la designazione per ospitare la manifestazione e si prepara a ricevere i Giochi del Mediterraneo del 2009.
Già si prevede la realizzazione di un Villaggio Mediterraneo che ospiti tutti gli atleti, gli accompagnatori e le delegazioni che parteciperanno ai Giochi.
È stata scelta una localizzazione interna alla città, capace di offrire il miglior rapporto logistico con i principali impianti sportivi, oltre che con il sistema delle grandi comunicazioni territoriali.
Il Villaggio sarà così inserito in un contesto che lo renderà organico allo spazio pubblico della città esistente e quindi in continuità con nuovi percorsi Il sito si trova nella prima periferia urbana ed è contiguo a una serie di importanti interventi di valorizzazione immobiliare e urbanistica, già avviati, che entro il 2005-2007 avranno generato una situazione di nuova centralità di tutto il settore urbano in verrà a trovarsi il Villaggio Mediterraneo.
Con questa localizzazione, gli ospiti si troveranno in una posizione particolarmente felice per quanto riguarda i circuiti d’uso urbano giovanili, tra il centro storico della città (già ampiamente riconvertito in centro della vita notturna, dei servizi ricreativi e delle relazioni sociali) e la zona universitaria, anch’essa attrezzata con molti spazi e attrezzature per il tempo libero e l’intrattenimento.
L’area d’intervento, inoltre, è sufficientemente libera da costruzioni e poco caratterizzata dal punto di vista del disegno urbano: una condizione di partenza particolarmente felice per definire un progetto e un programma attuativo, con l’obiettivo della massima qualità ambientale. Non ci resta che.. fare il nostro in bocca al lupo alla città di Pescara.

Andrea Pietrarota

Batterie al piombo, nuovo sovrapprezzo Cobat

Cambierà dal 1° luglio 2005 il sovrapprezzo che produttori e importatori di batterie al piombo dovranno corrispondere al Consorzio obbligatorio delle batterie esauste per sostenere le attività dell’Ente istituito per legge.

A stabilire i nuovi importi, che serviranno a finanziare le attività di raccolta e recupero delle batterie e le azioni di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza sulla corretta gestione degli accumulatori giunti a fine vita, è il DmAmbiente 16 marzo 2005.

Il nuovo sovrapprezzo, modificato in ragione del riscontrato aumento della capacità delle batterie utilizzate per le autovetture, sostituirà quello attualmente previsto dall’omonimo Dm 16 giugno 1999.

andrea pietrarota