Mai più batterie esauste abbandonate per strada!

Per agevolare gli automobilisti che, dopo aver acquistato al supermercato una nuova batteria per la loro automobile, provvedono in proprio alla sostituzione di quella esausta e poi non sanno dove portarla, il COBAT ha stipulato una serie di accordi con le maggiori catene della Grande Distribuzione Organizzata. In questo modo i clienti degli oltre 200 ipermercati tra Coop, Carrefour, Auchan, Bricocenter ed Iper, al momento dell’acquisto di una nuova batteria possono lasciare direttamente nel punto vendita quella vecchia, senza ulteriori costi o scomodità.
Prima di queste convenzioni, per l’automobilista fai-da-te, coscienzioso e rispettoso della legge, l’unica possibilità era portare la batteria esausta alla più vicina stazione ecologica del proprio Comune. Le batterie esauste, infatti, sono rifiuti pericolosi, per via del loro contenuto di acido solforico e piombo, sostanze tossiche e nocive. Non è quindi possibile abbandonarle lungo le strade, nelle campane o nei cassonetti urbani atti alla raccolta differenziata di carta, plastica, alluminio, vetro e farmaci.
Proprio per questo motivo per offrire un servizio aggiuntivo ai propri clienti, oggi, sempre più ipermercati si dotano degli appositi contenitori forniti gratuitamente dal COBAT, dove le batterie esauste vengono temporaneamente depositate in attesa del periodico ritiro gratuito da parte degli operatori incaricati alla raccolta.
Il COBAT attualmente recupera una percentuale prossima alla totalità delle batterie d’avviamento immesse al consumo, risultato che ne sancisce la leadership internazionale. Gli studi condotti dal Consorzio hanno appurato che la piccola percentuale che sfugge alla raccolta è comunque numero assoluto rilevante.
E questa parte mancante, che forse resta per anni nei garage o peggio viene dispersa nell’ambiente, risulta provenire proprio dalle attività del fai-da-te in ambito urbano, nautico e agricolo.
Attraverso gli accordi con la GDO il COBAT intende, dunque, risolvere il problema della dispersione delle batterie esauste, favorendo un corretto ed anche comodo smaltimento delle batterie esauste anche da parte di chi preferisce il fai-da-te alla sostituzione effettuata dagli elettrauto.

Andrea Pietrarota

Annunci

L’impegno ambientale del Cobat

Raccolta differenziata e campagne di comunicazione per tutelare l’ambiente
L’impegno ambientale del Cobat appartiene al suo stesso codice genetico.
Infatti il Cobat, Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste, è stato istituito dal Parlamento Italiano con la legge n. 475 del 1988 per assicurare la raccolta gratuita ed il corretto riciclaggio delle batterie al piombo esauste su tutto il territorio italiano e, così facendo, proteggere l’ambiente.
Operativo dalla fine del 1991, in 14 anni di attività, il Cobat ha riciclato più di 2 milioni di tonnellate di batterie esauste, recuperato oltre 1 milione di tonnellate di piombo, 100.000 tonnellate di plastica e neutralizzato 360 milioni di litri di acido solforico. Si tratta di sostanze altamente inquinanti contenute nelle batterie esauste che recuperate diventano una preziosa risorsa energetica ed economica per il nostro paese (76 milioni di euro risparmiati sull’importazione di piombo nel 2004).
Grazie a questi risultati il Cobat ha raggiunto l’avanguardia europea per l’alto tasso di recupero sulle batterie esauste d’avviamento (prossimo al 100% sull’immesso al consumo) e si è distinto fra i Consorzi più attivi nella salvaguardia ambientale.
Un impegno, quello per l’ambiente, che il Cobat ha dimostrato anche attraverso campagne ed iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini e agli operatori del settore.

Le campagne per la tutela del mare…,
Da sempre il Cobat ha dedicato un’attenzione particolare alla tutela del nostro mare, ed è attivo per sensibilizzare i cittadini e gli operatori nautici sui pericoli ambientali dovuti alla dispersione delle batterie esauste utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori. Le principali campagne in difesa del mare nelle quali si è impegnato il Cobat sono quella delle “Bandiere Blu”, rilasciate dalla Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale (FEE) ai comuni costieri che rispondono a specifici criteri turistico-ambientali, e la campagna “L’isola nel Porto” che, anche attraverso la collaborazione con le Autorità Marittime e le Autorità Portuali, ha portato alla realizzazione di 59 isole ecologiche per il conferimento delle batterie esauste in 31 dei principali porti turistici italiani.

… quelle per la montagna…,
Ma il COBAT si è impegnato concretamente anche per la tutela della montagna, infatti, l’anno scorso ha organizzato il 1°MOUNTAIN TOUR, iniziativa nata dalla volontà di contribuire alla salvaguardia di un ambiente dagli equilibri ecologici estremamente delicati: i territori montani delle Alpi e degli Appennini. Ha, inoltre, recuperando a 3.609 metri s.l.m. gli accumulatori utilizzati dal rifugio “Marco Rosa De Marchi” a Forcola Di Cresta Guzza nel gruppo del Bernina e nel 2002, con la “Missione Piramide”, ha recuperato le batterie esauste servite ad alimentare il sistema fotovoltaico del laboratorio-osservatorio più alto al mondo, la Piramide dell’EV-K2 CNR, installata a 5.050 metri di quota, sulla vetta dell’Himalaya.

… e quelle per abbattere l’inquinamento atmosferico ed acustico
Per contribuire ad abbattere l’inquinamento atmosferico ed acustico il Cobat, dal 2002, partecipa alla campagna Treno Verde di Legambiente. Inoltre, nel febbraio di quest’anno, il Consorzio ha intrapreso un serio percorso verso la sostenibilità dei tutte le sue attività e si è impegnato a concorrere alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, dovute alle proprie attività, aderendo all’iniziativa di AzzeroCO2 .

Andrea Pietrarota

A MILANO MAMME A SCUOLA DI COMPUTER

Il progetto di Microsoft per le donne, in collaborazione con Hewlett Packard e Intel A MILANO MAMME A SCUOLA DI COMPUTER Corsi di informatica gratuiti per mamme e giochi per i bambini il 30 aprile a Segrate presso la sede di Microsoft

Milano inaugura Mamme@web
Sei una mamma e vuoi imparare ad usare il pc e a navigare in Internet, ma non sai dove lasciare il tuo bambino?
Iscriviti a Mamme@web, un seminario gratuito che si terrà il 30 aprile presso la sede di Microsoft Italia a Segrate in via Rivoltana 13 dalle ore 15.00 alle 18.30, realizzato in collaborazione con la testata femminile Grazia. Il corso è pensato per le mamme, lavoratrici e non, per far conoscere loro le opportunità offerte dalla tecnologia e dalla rete per la gestione della vita quotidiana e degli impegni familiari.
Potrai portare con te il tuo bambino, che giocherà nell’asilo di Microsoft mentre tu sarai al corso.

Iscrizioni
Per iscriversi al corso, è possibile chiamare la segreteria organizzativa al numero di telefono 02.49983.353, mandare un fax al numero 02.49983.354 o inviare un’ e-mail all’indirizzo http://www.blogger.com/mammeweb@plannersgrp.net.

Informatizzazione di base per le mamme…
Mamme@web vuole diffondere una conoscenza pratica ed essenziale delle tecnologie come supporto alla sfera personale.
Le docenti sono tutte donne che lavorano presso le aziende promotrici del progetto, che si sono rese disponibili ad impiegare il loro tempo libero per insegnare al corso.
I contenuti, semplici e diretti, avranno come oggetto gli strumenti base di videoscrittura e dei fogli di calcolo (impaginazione dei documenti, gestione del bilancio familiare); la consultazione del web, per l’informazione, l’accesso a servizi on line, l’organizzazione del tempo libero (come utilizzare i motori di ricerca, consultare giornali on line, come prenotare le vacanze, un posto a teatro o al ristorante, come scegliere la ludoteca o la palestra per il proprio bambino, come fare la spesa, pagare le bollette, gestire il proprio conto bancario attraverso i servizi on line).
Al termine della giornata le mamme saranno invitate a proseguire il corso navigando in http://www.winniethepooh.it. Un modo semplice e divertente per sperimentare subito ciò che avranno appreso e conoscere un sito pensato per l’utilizzo della mamma con i propri bambini.

… e per i bimbi, Winnie the Pooh!
Per tutte le mamme che parteciperanno al corso è previsto un servizio di assistenza ed intrattenimento per i bambini che le accompagneranno.
A Milano, i bambini saranno accolti nell’asilo di Microsoft, dove sono previste attività di animazione e assistenza grazie ad operatrici specializzate per l’infanzia, che utilizzeranno anche i videogiochi e riviste educative di Winnie The Pooh.

Dopo Milano, altre otto città italiane
Mamme@web è un “tour formativo”, che avrà luogo in nove città italiane. Dopo Milano infatti sarà la volta di Bologna (7 maggio), Torino (14 maggio), Padova (21 maggio), Firenze (28 maggio), Roma (4 giugno), Napoli (11 giugno), Bari (18 giugno) e Catania (25 giugno).
In ogni sede, sarà allestita un’aula didattica attrezzata con 40 computer, ognuno con accesso ad Internet.

Futuro@lfemminile: Microsoft, Hewlett Packard ed Intel al servizio delle donne
Mamme@web rientra nel piano di attività di futuro@lfemminile, progetto di Microsoft Italia per le donne, realizzato in collaborazione con Hewlett-Packard Italiana ed Intel.
L’obiettivo di futuro@lfemminile è valorizzare il contributo che la tecnologia può dare nell’aiutare le donne ad esprimere il loro potenziale, una tecnologia non più solo territorio maschile, ma alleata e al servizio delle donne nei loro molteplici ruoli di studentesse, lavoratrici e madri.
Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili sul sito http://www.futuroalfemminile.it/.

Per informazioni
Ufficio stampa Hill & Knowlton Gaia
Letizia Cenci 06441640305 uffstampa@hkgaia.com
Nicoletta Vulpetti 06441640306 – 3473359814 vulpettin@hkgaia.com
Alessia Calvanese 06441640328 – 3351309390 calvanesea@hkgaia.com

Rifiuti elettronici, anche in Italia partirà la raccolta?

Entro l’estate di quest’anno anche l’Italia dovrà aver messo a punto un efficiente sistema di recupero e riciclaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici, un sistema che al contempo sia ambientalmente efficace ed economicamente sostenibile. A sancirlo sono le tre direttive europee approvate all’inizio dell’anno scorso 3 direttive comunitarie sulla gestione, il recupero e l’avvio al riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici (2002/95/CE, 2002/96/CE, 2003/108/CE). Mentre in altri Paesi come la Germania, dove a breve sarà approvato dal governo tedesco un programma per avviare al recupero e riciclo questa tipologia di rifiuti, l’Italia è in affanno se pensiamo che i tempi fissati dall’UE entro i quali dovranno essere raggiunti gli obiettivi di recupero degli apparecchi dismessi sono estremamente brevi. Per questo è auspicabile che anche in Italia si giunga ad una definizione al più presto di un idoneo modello di recupero: quale che sia, questo sistema di raccolta e riciclo dovrà anche nel nostro Paese evitare che radio, monitor e computer, così come frigoriferi e congelatori, finiscano in discarica o negli inceneritori senza essere stati privati dei diversi componenti pericolosi. Oggi, invece, secondo indagini della Commissione europea, fa questa fine circa il 90% dei rifiuti elettrici ed elettronici dismessi. È proprio per questo che l’UE ha promosso e approvato le tre direttive del 2003 che puntano sull’obbligo della raccolta differenziata dei beni “provenienti dai nuclei domestici”, stabilendo che entro il 13 agosto del 2005 “l’onere dell’organizzazione dei servizi di raccolta, trattamento, recupero, reimpiego, riciclaggio e smaltimento” sia posto in capo ai produttori e agli importatori.
La forma più idonea per organizzare il recupero e il riciclo sarà molto probabilmente quella consortile, che ha già dato buoni frutti nel settore dei rifiuti pericolosi e degli imballaggi, come dimostrano rispettivamente i primati del COBAT (Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste) e del Consorzio degli Oli Usati, così come le buone performance raggiunte dal CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e dai suoi consorzi di filiera (carta, plastica, alluminio, vetro, legno e acciaio).
E così, il Governo, ha approvato in prima lettura, il 13 maggio scorso, il decreto legislativo che recepisce le tre direttive comunitarie sulla gestione, il recupero e l’avvio al riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici. Il provvedimento dovrà ora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari. Tra le finalità principali del decreto ci sono la prevenzione della produzione di scarti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, la realizzazione di un sistema di raccolta differenziata, recupero e riciclaggio di questi rifiuti, la progettazione di nuove apparecchiature che facilitino il riuso, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti da esse prodotte. È prevista l’introduzione di un marchio per queste apparecchiature che indichi ai cittadini la necessità della raccolta differenziata. Le operazioni di trasporto, trattamento, recupero e smaltimento finale della spazzatura elettronica saranno a carico dei produttori, che assicureranno anche il ritiro gratuito delle apparecchiature dismesse al momento dell’acquisto di oggetti elettrici ed elettronici nuovi. L’obiettivo di raccolta del provvedimento è fissato in 4 chili l’anno in media per abitante entro il 31 dicembre 2006. In questo modo verrebbe finalmente data attuazione alla norma contenuta già nel Decreto Ronchi del 1997 che prevedeva il ritiro degli elettrodomestici a cura dei produttori e che non ha mai preso piede nel nostro Paese.
Andrea Pietrarota

IL FANTABOSCO DELLA MELEVISIONE ENTRA NEGLI ASILI “GIOCA&CREA”

Rai Trade S.p.a. – La Melevisione e La Nuova Infanzia S.a.s – Gioca&Crea in partnerhip per favorire lo sviluppo della dimensione fantastica dei bambini

È stata presentata oggi, in occasione della 41ª edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna (14/17 aprile), l’inizio della partnership tra il programma La Melevisione della Rai e gli asili “Gioca&Crea” di proprietà de La Nuova Infanzia S.a.s.
L’accordo, nato da una profonda condivisione di una stessa filosofia educativa, prevede che le future strutture per l’infanzia Gioca&Crea proporranno un percorso interdisciplinare utilizzando gli strumenti tipici della nota trasmissione di RaiTre “La Melevisone”, ormai entrata con grande successo nelle case di tutti i bimbi.

L’ingresso del Fantabosco negli asili Gioca&Crea favorirà lo sviluppo delle attività didattiche, attraverso l’utilizzo della globalità dei linguaggi e della dimensione fantastica.
Manualità, filastrocche, canzoni e giochi faranno da contorno alle fiabe raccontate dando la possibilità ai bambini di interagire ed approfondire ogni argomento trattato.
La programmazione delle attività ludiche ed educative terrà conto dei bisogni, degli interessi e delle attitudini che i bambini manifestano nelle varie fasce d’età e sarà direttamente condotta da educatori di comprovata esperienza, competenza e professionalità selezionati e formati da Gioca&Crea.

La Nuova Infanzia sas ha al suo attivo 13 strutture per l’infanzia avviate sull’intero territorio nazionale di cui ben 11 a marchio Gioca&Crea (asili nido, scuole materne e ludoteche).
La società, inoltre, gestisce direttamente 2 centri di formazione professionale per operatori d’infanzia su Roma e Bari e fornisce personale preparato e qualificato in grado di rispondere alle esigenze di famiglie, strutture per l’infanzia, villaggi turistici, centri estivi ecc..
Dal 1995 ad oggi oltre 20.000 famiglie hanno usufruito dei servizi offerti da “La Nuova Infanzia – Gioca&Crea” e hanno collaborato dopo l’adeguata formazione, più di 1.000 tra operatori, educatori, animatori e baby-sitter.

Gli asili d’infanzia Gioca&Crea sono strutture di minimo 250 mq. con ampie aree esterne, offrono un servizio dalle 7,30 alle 19,00 per 12 mesi l’anno, proponendo inoltre spazi-gioco extrascolastici, centri ricreativi e seminari con i genitori.
L’obiettivo principale è quello di favorire un armonico sviluppo psico-fisico del bambino attraverso un rapporto costante con la famiglia.
Il progetto educativo tiene conto dei bisogni del piccolo e del suo diritto di essere accompagnato nella crescita. Fornisce occasioni adeguate alle potenzialità individuali di apprendimento, di esplorazione e confronto di esperienze, di affettività e solidarietà relazionale valorizzando l’identità personale.

Ufficio stampa
La Nuova Infanzia – Gioca&Crea: Paolo Pietrarota

Basta la raccolta di 1 chilo di avanzi a tavola, per ridurre i rifiuti di un terzo

La raccolta differenziata in ogni famiglia di poco più di un chilo di avanzi della tavola prodotti al giorno farebbe ridurre i rifiuti urbani di un terzo e renderebbe disponibili sostanze organiche da restituire al suolo come compost per migliorare la fertilità dei terreni agricoli e la crescita delle piante ed evitare i problemi ambientali determinati dall’abbandono in discarica. È quanto emerge da uno studio della Coldiretti. In Italia vengono prodotti circa 30 milioni di rifiuti urbani all’anno, il 30% dei quali è composto da scarti alimentari e verdi che possono essere recuperati con il compostaggio per ottenere soprattutto ammendanti per l’agricoltura e la floricoltura. Nonostante la quantità di rifiuti organici trattati negli impianti sia cresciuta dal 2000 al 2003 del 45% e la produzione nazionale di compost abbia raggiunto le 900 mila tonnellate, esiste ancora una grande potenzialità di crescita negli oltre 200 impianti attivi nel nostro Paese. Il fatto che dal 2000 ad oggi sia quasi raddoppiata la raccolta differenziata di prodotti biodegradabili dimostra la crescente disponibilità dei cittadini e della amministrazioni verso questa opportunità che richiede però anche una grande responsabilità – ha precisato la Coldiretti – nell’offrire un prodotto finale di effettiva qualità sul piano agronomico (in collegamento alla natura della sostanza organica ed al suo grado di maturità e stabilità) e sul piano ambientale (in relazione al basso contenuto di sostanze inquinanti). Nonostante siano passati diversi anni dalle prime esperienze in agricoltura, l’utilizzo del compost risulta essere limitato anche perché ad ostacolarne la diffusione è stata certamente la diffusione iniziale di prodotti di bassa qualità. La Coldiretti lamenta, infine, una carenza di impianti per la produzione di compost di qualità e la totale assenza di regole in grado di diffondere l’impiego esclusivo di matrici nobili provenienti da scarti agroalimentari e frazione umide di rifiuti urbani. Per questo è auspicabile l’avvio di un sistema di rintracciabilità del sistema di compostaggio.

4 parole con Roberto Della Seta di Legambiente: le 4 “R” per l’Ambiente

Emergenza smog, raccolte differenziate che stentano a decollare, discariche abusive: sono solo alcuni dei temi emergenti che destano la preoccupazione di tutti noi per l’ambiente.

Scambiamo quattro chiacchiere con Roberto Della Seta, Presidente di Legambiente. “Ridurre, raccogliere, riciclare e recuperare. Sono le 4 ‘r’ per preservare l’ambiente dall’inquinamento. Dietro questo slogan si nasconde la ‘semplice’ soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti in discarica. I rifiuti sono una delle più gravi emergenze ambientali con cui l’Italia (e non solo) deve fare i conti. La produzione è in costante aumento e la raccolta differenziata in alcune aree del Paese è ancora lontana dall’obiettivo del 35% previsto per il 2003. Solo alcune regioni del Nord e del Centro del Paese hanno raggiunto livelli di gestione avanzati, grazie anche all’operato dei consorzi obbligatori, come nel caso di Cobat per le batterie al piombo esauste”. Come uscirne allora? “Anche i piccoli gesti che ognuno di noi compie durante l’arco della giornata possono rivelarsi molto utili per affrontare in maniera più compatibile il problema dei rifiuti: acquistare beni con pochi imballaggi o dividere i rifiuti in casa sono solo due esempi”. Dal piccolo al grande, è questa la strada da percorrere? “La crucialità del problema dei rifiuti è soprattutto di ordine culturale. La conoscenza degli elementi di base per risolvere il problema è necessaria non solo per promuovere una indispensabile coscienza civica, ma anche per richiedere servizi e sostenere lo sviluppo di tecnologie appropriate”.

Andrea Pietrarota