Batterie esauste: tutte a raccolta!

Batterie esauste: tutte a raccolta!
Grazie al COBAT da rifiuti pericolosi si ottengono preziose risorse

L’Italia, per risolvere il problema della dispersione delle batterie al piombo esauste, ha dato l’avvio, nel novembre del 1988, alla Legge n° 475 che ha istituito il Cobat, Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste.
Pochi mesi dopo, nel maggio del 1990, il Ministero dell’Ambiente approva per decreto lo Statuto del Consorzio. I passi immediatamente successivi si realizzano nel 1991 quando un decreto dello stesso Ministero di concerto con il Mistero delle Attività Produttive fissa il sovrapprezzo unitario per le batterie al piombo esauste ed il Consiglio europeo, con la direttiva comunitaria 91/157/CEE, rende omogenee le legislazioni in materia di smaltimento di pile ed accumulatori in vigore negli Stati Membri.
Ma la vera svolta arriva nel 1992, primo anno di piena attività del Cobat, grazie al quale il modello di raccolta delle batterie al piombo esauste, che fino ad allora aveva sempre avuto finalità soprattutto commerciali, viene finalmente vincolato anche ad obiettivi di salvaguardia ambientale.
Venendo ai giorni d’oggi, con l’unificazione europea e la libera circolazione delle merci in ambito comunitario, il Cobat ha rinunciato ad essere l’unico ente in diritto di recuperare le batterie esauste, mantenendo il compito di monitorarne ogni attività di movimentazione e commercializzazione sul suolo italiano, come è stato poi recepito dalla L. 39/02 e dalla modifica dello Statuto avvenuta con il decreto del 2/02/04. Secondo il dettato di legge, il Cobat ha il compito di assicurare la raccolta delle batterie esauste e dei rifiuti piombosi ed organizzarne lo stoccaggio, quindi cedere i prodotti stessi alle imprese che ne effettuano il recupero tramite riciclaggio, nonché il compito di monitorare tutte le attività di raccolta, commercializzazione e riciclaggio di batterie esauste che emergono sul territorio italiano.
A distanza di 14 anni dall’inizio delle sue attività, il Consorzio ha ormai raggiunto livelli di eccellenza internazionale eguagliando Paesi di alta tradizione ambientalista, come Norvegia, Svezia e Danimarca.
Nel corso del 2004, infatti, sono state recuperate oltre 16 milioni di batterie esauste, che riciclate hanno consentito lo smaltimento di 31 milioni di litri di acido solforico e, soprattutto, il recupero di 10 mila tonnellate di plastica e 107 mila tonnellate di piombo (per un valore complessivo ci circa 90 milioni di euro): in questo modo da una parte si è evitata la dispersione nell’ambiente di elementi quanto mai pericolosi per l’equilibrio dell’ecosistema e dall’altra importanti risorse sono tornate ad essere impiegate nel mercato.
Il Consorzio è un ente senza fini di lucro, che, come detto, si finanzia con un sovrapprezzo sulla vendita delle nuove batterie. Lo scorso 16 marzo 2005 un nuovo Dm Ambiente ha determinato le variazioni nel sovrapprezzo unitario di vendita delle batterie al piombo da applicarsi dal 1° luglio 2005, in ragione del riscontrato aumento della capacità delle batterie utilizzate negli automezzi. Così l’Italia, oltre a detenere il primato per le performance di recupero delle batterie, ha anche “l’eco-tassa” più bassa d’Europa. Circa 80 centesimi di euro assicurano che la vecchia batteria della nostra automobile o barca sarà sempre raccolta e riciclata, indipendentemente dalle convenienze di mercato, a tutto vantaggio della tutela dell’ambiente.

Andrea Pietrarota

Dove vanno a finire batterie esauste di telefonini e vecchi cellulari? Il Cobat lo sa

Oggi nel nostro Paese il 92% della popolazione, cioè 8 italiani su 10 possiedono un telefono mobile.
Questa grande “passione” nazionale tuttavia ha come riflesso un aumento dei rifiuti hi-tech che, secondo la direttiva europea 2002/96/CE del 27 gennaio 2003, dovranno essere smaltiti nella misura di 4 chili pro-capite entro il 31/12/2008.
La direttiva che in Italia dovrebbe essere operativa dall’agosto 2005, obbligherà produttori, associazioni e rivenditori ad attivare sistemi di raccolta per il circuito dei professionisti e dei consumatori.
Ma c’è chi ha anticipato le indicazioni comunitarie e già opera in un’ottica di difesa dell’ambiente.
Per esempio il Cobat, anche se la legislazione italiana affida al Consorzio nazionale “solo” obbligo della raccolta delle batterie al piombo esauste, ha prontamente accolto la lodevole richiesta di Vodafone, sostenuta anche dal Ministero dell’Ambiente, e già dalla fine del 2000 ha avviato una collaborazione, che prevede il ritiro sia delle batterie esauste sia dei vecchi cellulari..
Dall’attuazione dell’accordo, con il grande operatore di telefonia mobile, le imprese di raccolta incaricate dal Cobat hanno ritirato presso circa 900 punti di vendita Vodafone oltre 3 tonnellate di apparati (di cui 40% batterie e 60% telefoni e accessori).
Dal riciclo dei telefonini sono stati ricavate alcune centinaia di kg di metalli (in prevalenza rame, ma anche palladio, oro, argento e platino), materie plastiche e fibre.
Dalle batterie sono stati recuperati metalli altamente inquinanti come: litio, ferro, nickel, cobalto, cadmio, oltre a metalli rari, (manganese e alluminio).
Il materiale di scarto è stato incenerito per il recupero energetico.

Andrea Pietrarota

Le iniziative di COBAT e Legambiente per gli obiettivi del Protocollo di Kyoto

Un impegno concreto
Le iniziative di COBAT e Legambiente per gli obiettivi del Protocollo di Kyoto

Il 16 febbraio 2005 è entrato in vigore il Protocollo di Kyoto, il trattato internazionale del 1997 con il quale i Governi di molti paesi, compreso il nostro, si sono impegnati a ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) e degli altri gas serra responsabili del riscaldamento terrestre e dei cambiamenti climatici.
Il COBAT, e Legambiente, con il proprio impegno, intendono contribuire in modo concreto ad un traguardo determinante per la salvaguardia ambientale e per lo sviluppo sostenibile.
“Con l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto”, spiega il direttore generale di Legambiente Francesco Ferrante, “il nostro Paese, come tutti i paesi firmatari, dovrà ridurre le proprie emissioni in atmosfera. L’Italia, però, nonostante abbia ratificato il protocollo, nel decennio 1990-2003, in controtendenza rispetto all’Europa, ha visto crescere del 3% medio annuo i consumi energetici e di circa il 10% le emissioni dei gas serra.
“Per aiutare il nostro Paese a raggiungere gli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto”, aggiunge Francesco Ferrante, “Legambiente ha lanciato la campagna Cambio di clima, una grande iniziativa nazionale di mobilitazione, informazione e sensibilizzazione sui temi dell’energia e dei mutamenti climatici. Con Cambio di clima chiediamo alle organizzazioni pubbliche e private ed ai cittadini di collaborare con noi modificando i propri comportamenti al consumo per ridurre progressivamente, attraverso piccoli gesti quotidiani, le emissioni di anidride carbonica nell’ambiente. “La parola d’ordine della campagna”, conclude il Direttore Generale di Legambiente, “sarà il risparmio energetico: meno consumi, più energia pulita per salvare il pianeta.
“Il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste”, dichiara Giancarlo Morandi, Presidente del COBAT, “è impegnato da sempre per i traguardi dell’ecoefficienza e dello sviluppo sostenibile. Lo dimostrano le tante campagne ambientali promosse negli ultimi anni e, soprattutto, i risultati positivi ottenuti con le nostre attività. Il COBAT, infatti, assicura la raccolta gratuita delle batterie esauste su tutto il territorio nazionale e il loro il trasporto agli impianti di riciclo. In Italia, grazie al COBAT, viene recuperato circa il 97% delle batterie al piombo acido immesse al consumo: in questo modo, si evita la dispersione nell’ambiente di elementi quanto mai pericolosi e si ricavano importanti risorse per l’industria del nostro paese.
“Per sostenere sempre di più il nostro impegno verso lo sviluppo sostenibile” prosegue Giancarlo Morandi, “il COBAT ha deciso di aderire in prima persona alle politiche ambientali previste dal protocollo di Kyoto. Le emissioni del COBAT, che un team di ricercatori ha calcolato pari a 30 tonnellate di anidride carbonica (CO2) saranno compensate attraverso l’acquisto di crediti di emissione, sul mercato internazionale, per progetti di uso della tecnologia solare fotovoltaica realizzati nel Sud-est asiatico”.
“Con le sue attività”, conclude il Presidente del COBAT, “il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste realizza un circolo virtuoso in cui la tutela dell’ambiente s’incontra con il recupero di risorse, e la salvaguardia della salute collettiva con il risparmio economico”.

Andrea Pietrarota