NASCE "IL CORRIERE DEL WEB", LA COMUNICAZIONE SUL MONDO DELLA COMUNICAZIONE

NASCE “IL CORRIERE DEL WEB”, IL NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO PER GIORNALISTI, ADDETTI STAMPA, RESPONSABILI MARKETING, COMUNICAZIONE E PUBBLICHE RELAZIONI.

Da un’idea di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione e Giornalista pubblicista, nasce l’idea di lanciare un blog interamente dedicato a tutti i “comunicatori”.

Previa gratuita iscrizione di accredito sarà possibile contribuire con l’inserimento dei propri comunicati stampa, news, articoli, interviste ecc.

Per ulteriori informazioni o un contatto immediato:

Andrea Pietrarota

cellulari: 347/8271841 e 335/5640825

email: andrea.pietrarota@tin.it e pietrarotaa@hkgaia.com

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AMBIENTE IN CLUB: UNIFICARE IL COLORE DEI CASSONETTI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN TUTTA ITALIA


Cassonetto per la carta – ASM di Prato

Prende il via la proposta di unificare in tutta Italia i colori dei cassonetti per la raccolta differenziata

Ecomondo 2005: Chiude la grande kermesse sull’ambiente.
Secondo l’associazione “Ambiente in Clun” i rgndi problemi dell’ambiente si risolovono con soluzioni “periocolosamente” semplici.

31/10/05 – Incredibile, ma vero. Mentre nel Comune di Imola la campana per la raccolta del vetro è di colore verde, in quello di Rho è blu. E’ solo un esempio dei colori in stile “arlecchino” dei cassonetti utilizzati in Italia per la raccolta differenziata dei rifiuti riciclabili. Sembra la scoperta dell’acqua calda, ma uniformare i colori per i cassonetti della raccolta differenziata degli stessi rifiuti in tutto il Paese è una seria proposta avanzata dall’Associazione Ambiente in Club, durante la conferenza, tenutasi nel corso di Ecomondo a Rimini, cui hanno partecipato l’On. Paolo Russo, Presidente della Commissione Bicamerale di inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti, Marco Molgora, Assessore Ecologia e Ambiente Provincia di Lecco, Antonio Bernardi, Assessore Cultura e Urbanistica del Comune di Bellaria – Igea Marina.

Un colore per ogni categoria di rifiuto è proprio quanto ha suggerito alla Commissione Bicamerale d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti, al CONAI, all’Unione delle Province d’Italia e all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Daniele Baronio, Presidente dell’Associazione Ambiente in Club, per rilanciare non solo la raccolta differenziata ma anche il mercato dei produttori di cassonetti.

Ogni anno, solo al livello domestico, vengono prodotti oltre 30 milioni di tonnellate di rifiuti – ha affermato Walter Facciotto, ViceDirettore CONAI – grandi quantità di materiali riciclabili finiscono purtroppo ancora in discarica (per es.: il 30% della carta, il 10% di vetro e plastica). Noi parliamo di “giacimenti metropolitani” intendendo lanciare uno slogan in cui i cittadini sono i “minatori” di questi giacimenti metropolitani, che si contrappongono ai giacimenti naturali, per la grande quantità di materiali recuperabili. La raccolta differenziata è, dunque, un mezzo per usare nuovamente delle risorse, altrimenti inutilmente sprecate. Esiste tutta una normativa al livello UE sui requisiti dei cassonetti “colori uguali per rifiuti uguali” non è solo un fatto semplicemente formale estetico, ma è anche un fatto economico, e un aiuto per i cittadini per capire dove conferire correttamente le differenti tipologie dei materiali riciclabili.

Le idee semplici, sono sempre quelle più grandi – ha detto l’On. Paolo Russo, Presidente della Commissione Bicamerale di Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti – Ritengo che la proposta di Ambiente in Club sia straordinaria pericolosa normalità, perché rispetto alla questione dei rifiuti ci si aspetta sempre delle soluzioni funamboliche. Unificare, con delle linee guida, il colore dei cassonetti è un’idea immediata, semplice, diretta, che non costa, fa risparmiare. Il cittadino che va in vacanza o semplicemente si sposta sul territorio nazionale, sarà attratto, andrà in ricerca dei propri colori che troverà riconoscibili in ogni Comune d’Italia, indipendentemente dalle differenti metodologie adottate che devono necessariamente rispettare le specificità territoriali. Ecco cosa intendo per “federalismo intelligente”.

Sul sito dell’Associazione Ambiente in Club ( http://www.ambienteinclub.org ) è attivo un forum dove tutti i cittadini possono esprimere le proprie opinioni, avanzare suggerimenti e proposte per migliorare sempre più i livelli dei tassi di raccolta differenziata e far sì che l’ambiente possa diventare argomento di attenzione da parte degli organi di informazione anche quando è una “buona notizia”, senza cioè dover parlare di inquinamento, effetto serra. calamità naturali, o discariche abusive..

Inoltre l’Associazione Ambiente in Club lancerà un sondaggio, in collaborazione con l’ANCI e l’UPI, rivolto alle Autorità Locali per concordare i colori dei cassonetti da associare alle differenti tipologie di materiali riciclabili.

Ufficio Stampa Ambiente in Club Andrea Pietrarota
cell.: 347/8271841

comunicazione@ambienteinclub.org

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  • Ambiente in Club
  • ANDREA PIETRAROTA, RESPONSABILE COMUNICAZIONE E RELAZIONI ESTERNE DELL’AIC


    Andrea Pietrarota assume l’incarico di Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne dell’Associazione Ambiente in Club

    Andrea Pietrarota, Senior Account Hill & Knowlton Gaia – Public Relations • Social and Environmental Communication, agenzia del gruppo WPP, specializzata nel settore della comunicazione ambientale e sociale ha assunto il ruolo di Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne dell’Associazione Ambiente in Club.

    Ambiente in Club, è una “proposta” che vuole parlare di ambiente, vuole ascoltare chi parla di ambiente, vuole confrontarsi con chi ha idee e proposte per l’ambiente.

    Da qui l’iniziativa di creare un sito internet www.ambienteinclub.org principalmente dedicato ad un forum nel quale ci sia un libero confronto, un dialogo aperto e costante ed un costruttivo scambio di idee e proposte sui temi ambientali, nonché un ambito da dedicare allo svago attraverso l’umorismo che proviene dall’ambiente.

    A tutto ciò Ambiente in Club intende aggiungere costanti e periodiche proposte che riuniscano tutti quelli che hanno interesse ed hanno a cuore l’ambiente, creando momenti di incontro, dibattito, svago e iniziative a sfondo benefico.

    Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione e Giornalista Pubblicista, già membro del Comitato Direttivo di Lazio e Umbria del Club del Marketing e della Comunicazione e Direttore delle Relazioni Esterne di Ateneo Impresa Network, da diversi anni si occupa di comunicazione ambientale e sociale, in particolare curando l’ufficio stampa del COBAT, Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste , istituito con legge n. 475/88.
    Tra gli altri Clienti per cui collabora o ha curato iniziative di comunicazione:
    Comitato Centrale dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori Merci – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; FEE, Foundation for Environmental Education; Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica; Comune di Roma; SARA Assicurazioni; P&G; Fondazione Gorbaciov; Comieco; Ministero dell’Ambiente; CONAI; Provincia di Roma; Regione Puglia.

    Questo il nucleo dei soci fondatori dell’Associazione:

    Daniele Baronio, Presidente
    Diego Ciavatta, Vicepresidente
    Sergio Scacco
    Rossella Venturelli
    Anna Silvestri
    Andrea Pietrarota

    Email:
    comunicazione@ambienteinclub.org

    Link:

  • Ambiente in Club
  • PROF. ROCCO GIORDANO: LA SICUREZZA STRADALE COME SISTEMA


    Investono cinque aree specifiche gli undici progetti promossi e finanziati dal Comitato centrale dell’Albo degli autotrasportatori, istituito presso il Ministero delle infrastrutture: dalla sicurezza del conducente e del veicolo al campo della ricerca e della tecnologia fino alla formazione e informazione.

    I piani per la sicurezza stradale sono stati presentati a Venezia in occasione del primo di un ciclo di seminari interregionali organizzati dallo stesso Comitato. Il Responsabile Studi, ricerche e sicurezza, il Prof. Rocco Giordano

    Noi vogliamo lanciare il concetto della sicurezza come sistema. Perché la sicurezza è data da tre componenti: il veicolo, l’ambiente e per la strada il conducente. Se noi operiamo solamente su un versante lasciamo scoperti gli altri due. Invece la logica con la quale stiamo affrontando il tema della sicurezza è il concetto di sistema. Cerchiamo di capire quali spazi oggi ci sono per poter verificare simultaneamente come creare le migliori sinergie possibili.

    Dal 2000 al 2003 è diminuito il numero di incidenti che coinvolgono i veicoli per l’autotrasporto: si è passati da 15.721 a 14.572. Più sicure le autostrade rispetto alla strade statale e provinciali…

    <<Le autostrade sono quelle le più sicure perché sappiamo che non ci sono fattori di interferenza. Sono soprattutto le strade statali e provinciali, poi le aree urbane perché lì c’è un problema di congestione e là dove c’è congestione probabilmente c’è sempre un maggior numero di incidenti>>.

    LA STRADA PER KYOTO PASSA DAL RICICLO DEI RIFIUTI


    Dal recupero dei materiali può venire un contributo rilevante per la riduzione delle emissioni ad effetto serra

    La strada per Kyoto passa dal riciclo dei rifiuti

    Rimini, 28 ottobre ’05 – Il quadro dell’”Italia che ricicla” che emerge dalla ricca sessione di convegni e presentazioni che si stanno tenendo in questi in giorni in occasione della Fiera Ecomondo (a Rimini dal 26 al 29 ottobre) disegna finalmente un panorama che non si può che descrivere in termini positivi.

    Sono diversi i settori in cui le raccolte differenziate delle diverse tipologie di rifiuti il nostro Paese non è più il fanalino di coda rispetto a stai di grandi tradizioni ecologiste come i Paesi nordici, ma anzi “L’Italia del Recupero” comincia a distinguersi come una delle realtà nazionali con le migliori performance, Un’indagine sull’universo del riciclaggio è stato promosso dall’UNIRE (Unione Imprese di Recupero), l’Associazione che aderisce a FISE – Federazione Imprese di Servizi – ed è stato realizzato con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Attività Produttive e di Apat, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti e con il contributo di Conai ed Ecomondo.

    “I dati registrati nel 2004”, dichiara il Presidente Unire Corrado Scapino, “mostrano anche per quest’anno l’incremento a livello generale dalle raccolte differenziate anche tramite ingiustificati ampliamenti delle assimilazioni dei rifiuti da attività economiche a quelli urbani operate dagli Enti Locali. A tale incremento non è corrisposta una pari crescita delle quantità riciclate in ragione, per alcuni settori, del mancato sviluppo della domanda: condizione che ha comportato, peraltro, la non piena utilizzazione della capacità di valorizzazione dei rifiuti istallata nel nostro Paese”.

    Rispetto agli anni precedenti si riscontra un aumento delle esportazioni dirette verso paesi extraeuropei (solo per il macero la Cina ad esempio ha importato dall’Italia 40.000 tonnellate nel 2004), riscontrando nel contempo un orientamento a privilegiare la domanda verso selezionate tipologie di rifiuto.

    Questo settore, oltre a rappresentare una risorsa non secondaria per l’economia italiana in termini di materie prime ed energia risparmiata, offre un contributo importante nell’ambito degli impegni di Kyoto, considerato che l’Italia detiene la maglia nera per il mancato rispetto degli accordi sulla riduzione delle emissioni climalteranti. Nel solo settore della plastica, ad esempio, grazie al riciclo si sono evitate emissioni di gas ad effetto serra per circa 105 milioni di tonnellate. Tale sarebbe stato, infatti, l’inquinamento immesso nell’ambiente se si fosse prodotto un quantitativo di nuove materie plastiche pari a quello riciclato.

    In particolare per i settori interessati da apposite normative speciali basate sulla responsabilità del produttore del bene, Unire ritiene che solo con il pieno coinvolgimento di tutta la filiera e quindi anche dei recuperatori, possono essere assicurate soluzioni efficaci ed economiche per il raggiungimento degli obiettivi di recupero.

    Questi le principali evidenze nei singoli settori del recupero dei differenti rifiuti:

    Carta
    Il 2004 per il settore del recupero carta potrebbe essere definito come “l’anno del sorpasso”. E’ stato infatti l’anno in cui, come da previsioni, la raccolta di macero nazionale ha superato il consumo di macero da parte delle cartiere di 100mila tonnellate. Il comparto presenta sostanziali differenze nell’andamento dei tassi di raccolta, utilizzo e recupero: il tasso di raccolta presenta una progressione di 8 punti percentuali a partire dal 2000 (dal 41,2% al 49,2%), il tasso di recupero cresce del 2,4% (dal 45,9% al 48,3%), mentre l’utilizzo è sostanzialmente stazionario (55,8% nel 2000-56,6% nel 2004). La raccolta differenziata cresce soprattutto al Sud.

    Vetro
    L’Italia si conferma il terzo paese produttore di imballaggi in vetro in Europa Occidentale (dopo Germania e Francia) raggiungendo le 3.582.777 tonnellate. Tuttavia le raccolte non riescono a intercettare quantitativi di rifiuti equivalenti a quelli registrati nel nord Europa. Dal censimento emergono dati discordanti con quelli registrati da COREVE, che segnalano una riduzione dei flussi da raccolta differenziata che cresce a ritmo più lento nel sud del Paese dove rappresenta solo il 15% del totale.

    Gomma
    L’Italia mantiene anche nel 2004 il triste primato come Paese che in Europa recupera la minor percentuale pneumatici fuori uso. La quota di recupero di materia del nostro Paese sul totale dei pneumatici usati, circa 410.588 tonnellate quest’anno, è inferiore alla media europea (il nostro 6% contro il 25% circa in U.E.), mentre quella destinata alla discarica ancora troppo elevata rispetto alla media europea (47,5% in Italia contro il 25% circa in U.E.), nonostante il calo dal 51% registrato lo scorso anno. In linea con la media europea, invece, sono la quota destinata alla ricostruzione (12,94%) e quella al recupero energetico (27,20%). Tra le altre destinazioni dei pneumatici usati: materie prime secondarie 6,03%, export 2%, stoccaggi censiti (4,33%).

    Autodemolizione
    Nel 2004 sono stati demoliti 1.473.416 veicoli (-8,4% rispetto al 2000) per un totale di più di un 1 milione di tonnellate di materie recuperate. Anche nei primi mesi del 2005, sino a maggio, la tendenza si è confermata. Mediamente circa il 25% (in peso) dei veicoli demoliti viene smaltito in discarica, mentre quasi il 75% viene reimpiegato (circa il 5%) e recuperato. Quasi del tutto assenti i processi recupero energetico legati al comparto (se si eccettua il recupero dei pneumatici). Le difficoltà di smaltimento spingono ad esportare i rifiuti oltre confine, in Germania.

    Plastica
    Nel 2004 in Italia su oltre 5 milioni di tonnellate di materiali termoplastici immessi al consumo, risultano avviati a riciclo meno del 7% del totale. Il riciclo della plastica consente di risparmiare 25 milioni di tonnellate di petrolio. La raccolta differenziata e il tasso di riciclo crescono al 12,1%, ma esperienze estere dimostrano che sono perseguibili obiettivi superiori su base nazionale (Francia 44%, Svizzera 70%, Belgio 60%, Germania 80%) e in particolare forti margini di miglioramento al sud.

    Acciaio
    La raccolta di imballaggi in acciaio nel 2004 ha raggiunto quota 345.000 tonnellate, con un aumento di 9.000 tonnellate rispetto al 2003, confermando il suo trend positivo.
    Centrato l’obiettivo di avvio al riciclo posto dal Consorzio Nazionale Acciaio che ha toccato le 321mila tonnellate. Il Paese che guida la classifica europea della raccolta degli imballaggi in acciaio è il Belgio (94%), mentre l’Italia si attesta sul 57,9% dell’immesso a consumo.

    Alluminio
    Si conferma anche nel 2004 il primato dell’Italia nella speciale classifica del riciclo dell’alluminio. L’industria italiana detiene ormai da anni una posizione di rilievo nel panorama mondiale per quantità di materiale riciclato. Il nostro Paese è infatti terzo al Mondo assieme alla Germania, dopo Stati Uniti e Giappone.
    Nell’ultimo decennio la produzione italiana di alluminio riciclato è cresciuta del 65%, toccando nel 2004 le 619 mila tonnellate; questa quantità rappresenta il 76% dell’alluminio prodotto in Italia.

    Inerti
    In Italia nel 2004 sono stati prodotti circa 40 milioni di tonnellate di rifiuti inerti. Il settore vive una situazione di profonda arretratezza: vengono infatti riciclate solo 3,7 milioni di tonnellate, pari a circa il 10% del totale prodotto. Quasi il 100% di questa tipologia di rifiuti appartiene alla categoria dei rifiuti dalle attività di costruzione e demolizione.

    RAEE
    Il consumo di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), dal 2003 al 2004, è in forte ascesa, come attestano i dati Findomestic: elettrodomestici bruni +40% circa; piccoli elettrodomestici +15%; telefonia +10%; elettrodomestici bianchi e office equipment +5%. L’analisi svolta dall’Apat a partire dai dati MUD relativi alle operazioni di recupero dei RAEE di provenienza urbana di 138 impianti rileva che tali impianti trattano un totale di 89.739 tonnellate di RAEE, dei quali il 58,7% è costituito da rifiuti pericolosi, il restante 41,3% da rifiuti non pericolosi.

    Batterie al piombo esauste
    Infine, il caso della raccolta e del riciclo delle batterie al piombo esauste (come quelle di tutti i mezzi di trasporto) si segnala come il “fiore all’occhiello dell’Italia che Ricicla”: il nostro Paese, infatti, grazie all’attività del COBAT, Consorzio Obbligatorio Bayyetrie Esauste, è leader a livello internazionale vantando un tasso di recupero superiore al 97% dell’immesso al consumo, una raccolta di oltre 16 milioni di batterie ogni anno (pari a circa 190.000 tonnellate), per un recupero di piombo che fa risparmiare oltre 76 milioni di euro sulle importazioni di tale metallo.

    SENSOFWINE: I LUOGHI DELL’ARTE OSPITANO I MIGLIORI VINI ITALIANI IN DEGUSTAZIONE A ROMA


    SENSOFWINE: I luoghi dell’arte ospitano i migliori vini italiani in degustazione

    Dal 3 al 6 novembre 2005 – Spazio Etoile – Palazzo Ruspoli, Roma

    Giovedì 3 novembre si inaugurerà a Roma “SENSOFWINE”, la più importante degustazione a livello europeo per qualità e quantità dei vini presenti.

    L’evento, ideato da Luca Maroni, ed organizzato in collaborazione con lo Spazio Etoile, il cui Amministratore Delegato è Carlo D’Amelio Memmo, intenderà celebrare, divulgare e promuovere il migliore vino italiano e le eccellenze gastronomiche del nostro paese.

    La manifestazione nasce come presentazione della Guida dei Vini Italiani 2006 e dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2006 di Luca Maroni, e dà la possibilità ai soli produttori nazionali capaci di qualificare almeno un vino nell’Annuario di partecipare come espositori.

    Durante la serata di Gala, esclusivamente ad inviti e riservata alle personalità politiche, alla stampa, ad una rappresentanza dell’alta società romana e agli espositori, si terrà la premiazione dei migliori vini italiani per categoria.
    SENSOFWINE ovvero la sensorialità del vino: il colore, il profumo, l’udito, il tatto, il gusto dei migliori frutti della terra d’Italia.

    Un percorso espositivo innovativo giacché indicizzato sia per territorio, sia secondo i sensi: i vini dai migliori profumi, quelli dal colore più vivido e fitto, i vini al tatto più polposi, quelli gorgoglianti all’udito, quelli dal gusto più potente e persistente.

    Un itinerario attraverso i capolavori enologici italiani in cui ogni visitatore seguirà la via dei propri prediletti sensi.
    La manifestazione si terrà presso il prestigioso Spazio Etoile, Palazzo Ruspoli in Piazza San Lorenzo in Lucina, luogo che rappresenta quanto più di autorevole si possa avere nel centro storico di Roma al fine di dar luce e pregio ad un comparto, quello enologico, che rappresenta un patrimonio capace di crescere nonostante le difficoltà economiche che il nostro Paese sta attraversando.

    Palazzo Ruspoli, sede solitamente di grandi mostre artistiche, aprirà quindi, in via assolutamente eccezionale, per accogliere l’evento dedicato alla migliore produzione italiana di vino e gastronomia, con oltre 300 espositori, in un contesto ricco di arte e cultura, in ambienti di storicità e magnificenza assoluta.

    SENSOFWINE sarà aperta al pubblico da venerdì 4 a domenica 6 novembre dalle 12 alle 21. Costo: 15,00 Euro. L’evento sarà trasmesso in diretta radiofonica da RAI RADIO DUE con la trasmissione DECANTER.

    Luca Maroni
    Luca Maroni, astemio fino a 24 anni e da 15 anni degustatore professionista, è oggi uno dei massimi esperti del settore enogastronomico. L’unico autore di un vero e proprio metodo scientifico basato su un’analisi “sensoriale-chimica” in grado di mettere in relazione le sensazioni avvertite in fase di degustazione con le componenti fisico-chimiche proprie di ciascun vino.
    Fra il 1987 e il 1989 collabora con Luigi Veronelli scrivendo articoli per “L’Etichetta” e realizzando “Ex Vinis”, la prima newsletter italiana di cui è direttore responsabile per un anno circa. Nel 1990 fonda la LM edizioni, creando la rivista “The Taste of wine” (Oggi “The Taster of Wine and Food”) periodico per conoscere e apprezzare il vino. Nel 1995 scrive sull’Enciclopedia Italiana Treccani la voce “Degustazione del vino” di cui curerà un ulteriore approfondimento sull’appendice 2000. Nel novembre 2001 pubblica con “Sperling&Kupfer”-Mondadori “Piacevolezza del Vino”-il metodo per degustare e nel 2003, ancora in coedizione con la Sperling & Kupfer Editori (Mondadori), pubblica “ Piacevolezza dell’Olio”. Nel 2003 gli viene affidata una rubrica dedicata al vino sul magazine “PANORAMA” di Mondadori, e il ruolo di esperto di riferimento e di presentatore di vini nella trasmissione radiofonica “DECANTER”, in onda ogni sera su Radio2 RAI. Nel 2004 scrive per Fabbri Editore : Conoscere il Vino. Sempre nel 2004 realizza per il settimanale OGGI (RCS Periodici), le Guide ai Vini Italiani piu’ piacevoli, convenienti e reperibili. Nel marzo del 2005 realizza per il CORRIERE DELLA SERA i 5 volumi dedicati al vino proposti in allegato al maggiore quotidiano nazionale.
    Dal 1988 al 2005 ha degustato oltre 95.000 vini.

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  • CLONAZIONE, NATI IN ITALIA 14 MAIALI FOTOCOPIA

    Clonazione, nati in Italia 14 maiali fotocopia

    La LAV “tecnica inefficiente: su 100 cellule 1 sola sara’ un animale adulto e sano. La ricerca sugli xenotrapianti e’ un gioco sporco e pericoloso”.

    Quattordici maiali sono i nuovi cloni della “fattoria” del Prof. Galli, dopo cavalli e tori; mai conosceremo invece il numero di maiali morti o sofferenti di malattie e malformazioni che possono aver pagato il prezzo degli esperimenti del Prof. Galli, come nulla si è saputo sulle cause esatte della morte della capostipite della fattoria dei clonati, la pecora Dolly.
    Infatti, come già denunciato più volte dalla LAV, la tecnica della clonazione è altamente inefficiente a giudicare dal basso numero di animali clonati nati sani: uno studio – basato su dati INFIGEN, una delle multinazionali clonatrici, e su studi di Atsuo Ogura del National Institute of Infectious Diseases di Tokyo – pubblicato anche dalla testata inglese New Scientist, rivela infatti che il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e che comunque il 25% nasce morto o con deformità incompatibili con la vita. Da 100 cellule di partenza mediamente una sola diverrà un animale “adulto e sano”.

    Il Prof. Galli dichiara che il progetto di ricerca sui maiali-fotocopia servirà “indirettamente alla ricerca sugli xenotrapianti”, ovvero a creare maiali serbatoio di organi malati per umani, tuttavia “quello della ricerca sugli xenotrapianti è un gioco sporco e pericoloso – dichiara Roberta Bartocci, biologa e responsabile LAV del settore vivisezione – E’ innanzitutto un gioco perché le prove effettuate, da oltre dieci anni a questa parte, nel tentativo di ottenere organi dagli animali da trapiantare nell’uomo, non ha mai dato alcun risultato incoraggiante, anzi, è stato un esercizio di tecnica chirurgica sulla pelle degli animali.

    E’ pericoloso, dal momento che l’inserimento di un organo di una specie differente in un organismo estraneo è in grado di scatenare l’attività di virus silenti e innocui nell’ospite originario ma che potrebbero scatenare epidemie nell’uomo, come è accaduto, ad esempio, negli anni ‘60 a causa dell’impiego di vaccini antipoliomelite contaminati da virus in grado di provocare il cancro, perché ottenuti coltivando il vaccino su reni di scimmia in cui il virus era silente.

    La ricerca sugli xenotrapianti è anche un gioco sporco, perché sembra essere una scusa per ottenere finanziamenti e consenso facendo leva sulle speranze dei malati e le paure della società, visto che non esiste alcuna evidenza in grado di dimostrare che possa dare buoni risultati.”

    28.10.2005

    Ufficio Stampa LAV 064461325 – 3391742586

    Email: ufficiostampa@infolav.org

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