Le nuove strade dei weblog


le nuove strade dei weblog
di Luisa Carrada

Da quando ne ho parlato per la prima volta su questo sito, esattamente un anno fa, i weblog – o blog, come ormai tutti li chiamano – ne hanno fatta di strada. Anzi, di strade ne hanno imboccate parecchie. Ancora non da noi in Italia, nonostante il gran parlare che se ne fa, ma negli Stati Uniti e in altri paesi europei sì.

Questo genere di self-publishing così rapido, personale, telegrafico, impressionista, terribilmente soggettivo, ha espugnato anche la roccaforte del mondo che sembrava il suo nemico e la sua antitesi, quello del giornalismo ufficiale e delle grandi testate.
Non per sostituirsi agli articoli di cronaca, ai commenti, ai reportage, ma piuttosto come il loro più utile completamento.

Non sono pochi i giornalisti della carta stampata che tengono anche una rubrica di weblog (uno per tutti: Dan Gillmore, famoso editorialista high-tech del San José Mercury News della Silicon Valley), e nemmeno le testate importanti che dedicano loro una sezione del sito (una per tutte: il britannico The Guardian). Una volta pubblicati gli articoli, nella versione cartacea e online, i lettori si scatenano, inviando commenti e osservazioni, proponendo magari una diversa angolazione dalla quale considerare un particolare tema. Un gran lavoro per il giornalista, che legge, filtra, risponde e pubblica in tempo reale sul suo weblog, ma anche una fonte preziosa di ulteriori dati, materiali, notizie, verifiche.

La “posta dei lettori” alimenta così continuamente il giornale, lo arricchisce di nuove prospettive e nuove voci. Il giornale online non è più la copia in bit della versione cartacea, ma fa proprie le caratteristiche più genuine di Internet, l’interattività e il confronto tra idee e persone.
D’altra parte, gli autori del Cluetrain Manifesto lo avevano detto e scritto già due anni fa nella prima delle loro 95 tesi: “i mercati sono conversazioni”.

C’è invece chi ha unito le proprie forze e le proprie competenze in un weblog di gruppo. Se poi questo weblog è fortemente specializzato in un tema di nicchia, il risultato è da fuoriclasse: una fonte documentatissima e inesauribile di notizie, link e opinioni a livello globale.

E’ il caso di E-media Tidbits, la migliore *risorsa* (mai l’orribile anglicismo fu più pertinente) sui contenuti e la scrittura online. Coordinati da Steve Outing, un gruppo di giornalisti e professionisti di diversi paesi (ci sono anche una tedesca e un’italiana che lavora a Londra) pubblicano ogni giorno le loro scoperte sul web, le loro letture e soprattutto le loro opinioni (spesso a confronto). Chi riceve tutte le mattine il digest nella propria casella di posta, può star sicuro di non perdere niente di ciò che succede nel mondo del giornalismo online e del content publishing.

Il weblog è il genere per eccellenza dei saperi di nicchia. Provate a leggere Whatever del business writer John Scalzi o i bloug dell’architetto dell’informazione Louis Rosenfeld. Il bello è che quando scrivono il loro weblog, anche studiosi seri come questi passano a uno stile più personale, più caldo e informale, mescolando letture, opinioni e consigli con mille particolari della loro quotidianità.

In Italia il weblog non viene ancora minimamente considerato dai giornali come uno strumento utile o almeno complementare a quelli più tradizionali. Ma ci arriveranno anche loro; d’altra parte ci sono voluti anni perché si accorgessero dell’utilità delle newsletter inviate per e-mail, presentateci ultimamente dai grandi quotidiani e settimanali come la novità delle novità.

Il weblog da noi sta piuttosto dilagando tra i giovani come la versione più moderna del diario e rimpiazzando, spesso con esiti molto migliori, la home page personale. Ma chi pensa a questi journaux intimes del duemila soltanto come a meri contenitori di debordante emotività, si sbaglia.

Ci sono anche dei bellissimi esperimenti di quella scrittura sintetica e concentrata costruita sui ritmi che la velocità del mezzo e della pubblicazione impongono. Ci sono dentro i rapporti umani, le letture, la musica, la politica.
“Questa sono io, senza filtri, senza inibizioni, come tutti voi mi conoscete” afferma la misteriosa La Pizia in apertura del suo weblog. Si entra con un leggero imbarazzo e in punta di piedi in questo spazio così personale e dai testi brevi ed intensi, che oscillano tra prosa e poesia (“ah, che lingua il portoghese … un velluto di un rosso intenso che scivola via da un fianco”).

Provate a leggere anche i lunghi e documentatissimi, ma mai noiosi, weblog di Leonardo, oppure quelli sintetici e telegrafici di due giovani ma consumati web designer come Frederic Argazzi e il “blogorroico” Antonio Cavedoni. Nonostante la frammentarietà, sono vere autobiografie quotidiane, squarci di vita rappresentati e restituiti attraverso la disciplina della scrittura.

Se sei redattore o editor in un’azienda, se scrivi testi per il web, se il tuo lavoro è fatto anche di scrittura, sull’ottimo sito di Luisa Carrada: www.mestierediscrivere.com trovi articoli, consigli pratici e tanti link per scrivere e comunicare meglio.

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