Sociologia del telefonino: a spasso col mondo.

Sociologia del telefonino

A spasso col mondo. La telecomunicazione mobile nell’era della globalizzazione.

Per introdurre uno studio di sociologia del telefonino, il quadro cui fare riferimento è la società dell’informazione globale, ossia la società scaturita dalla profonda accelerazione nell’innovazione nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), dalla globalizzazione dei mercati finanziari, del commercio e della produzione, e dall’internazionalizzazione di scambi, relazioni e culture.
Nella società globalizzata la Comunicazione è divenuta la chiave di lettura prevalente del presente, così come della Storia, ragione per cui si tende a proporre una nuova lettura ideologica del passato in base agli schemi del momento, e a definire la realtà attuale, appunto come società dell’informazione globale.
Caratteristica predominate è la smaterializzazione, il fenomeno che interessa ogni aspetto della realtà, dall’economia (il mercato, la produzione, l’organizzazione delle imprese) ai bisogni e i consumi individuali, fino forse alle relazioni interpersonali. L’“informazione” è ormai la risorsa economica fondamentale su cui si basa l’economia mondiale e la società ridisegnata dalle telecomunicazioni sono, più che l’infrastruttura portante, il sistema nevralgico del pianeta globalizzato. Oggi il cellulare, meglio ancora di Internet, può essere considerato uno dei media più pervasivi nell’era della comunicazione planetaria, poiché rappresenta bene nella vita quotidiana di tutti l’esplosione delle opportunità comunicative. Oggi più che mai, gli uomini possiedono mezzi di comunicazione, che permettono loro di comunicare con estrema facilità (ma sono altrettanto facilitati i rapporti sociali?), tanto da essere potenzialmente sempre immersi in un flusso comunicativo ininterrotto; stiamo assistendo ad una ridefinizione delle le nozioni ancestrali di spazio e tempo, così come delle identità individuali. Ne consegue una percezione, appunto, rimpicciolita del pianeta Terra: attraverso computer palmari, “tutto il mondo è in tasca” e con i telefonini, “tutto il mondo è in linea”. Come gli abitanti di un piccolo villaggio, attraverso il “tam tam del terzo millennio”, possiamo comunicare con qualunque essere umano connesso alla rete, indipendentemente dal luogo e dal momento in cui ci troviamo. Perciò possiamo dire che “tutto il mondo è paese” ed, in effetti, il villaggio globale è una realtà che la globalizzazione, il complesso fenomeno della interdipendenza delle economie e dei mercati, influenzato dall’adozione delle più sofisticate tecniche informatiche e di tlc, rende esplicita fino dalle più banali attività della vita quotidiana.
E’ proprio nella velocità di trasmissione dell’informazione che si realizza a pieno la globalizzazione: tutto avviene in “tempo reale”. Il risultato è che quello che accade in un punto qualsiasi del pianeta è come se avvenisse sotto casa, accanto a noi, proprio come se si vivesse in un immenso villaggio. Quindi, da una parte si ha la sensazione di un mondo sempre più piccolo e a portata di mano, dall’altra si ha la percezione che ogni problema di portata mondiale diventi insormontabile da un punto di vista vocalista, allora, l’entusiasmo si confonde con lo stordimento, l’ubiquità con lo smarrimento, il delirio di onnipotenza con la sensazione di incapacità.
Numerosi interrogativi si pongono riguardo al futuro, quando il telefonino si trasformerà in un terminale complesso e passerà dall’essere l’evoluzione portatile del telefono tradizionale al diventare un super-minicomputer multimediale adatto ad ogni forma di comunicazione, fido assistente dell’individuo che accompagna, un factotum ritagliato sulle sue esigenze e di cui egli non potrà più fare a meno, e, per finire, sua protesi tecnologica (e al limite biotecnologica), che lo proietterà oltre ogni vincolo spazio-temporale. Il telefonino è un moltiplicatore comunicativo, e quindi una tecnologia della socialità, oppure è un dispositivo che fornisce solo l’eco del più intenso rapporto umano immediato, e quindi un mezzo spersonalizzante?
Infine, se il telefonino, la posta elettronica e l’intera rete planetaria delle tlc consentono che nella società dell’informazione globale tutto sia fatto più velocemente, allora si avrà più tempo a disposizione. Ma questo tempo in più sarà tempo libero o tempo maggiormente occupato o del tutto inoccupato? In altre parole, le tecnologie della comunicazione ci aiuteranno ad avere una migliore qualità della vita?

Andrea Pietrarota

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