Digital PR per ALFA ROMEO. E sul web è scaricabile l’anteprima dello spot tv di Alfa Brera

Digital PR, comunicazione digitale.

Digital PR è un’agenzia di relazioni pubbliche specializzata nello studio e nell’utilizzo delle dinamiche più avanzate di comunicazione digitale. Crediamo fortemente nella necessità di creare soluzioni ad alto valore aggiunto che permettano ai nostri clienti di rafforzare l’immagine e il brand della propria azienda e dei propri prodotti attraverso la Rete.

La sua mission è aiutare le aziende a costruire relazioni con i propri interlocutori attraverso l’uso professionale dei nuovi mezzi di comunicazione.

Digital PR è “powered by Hill and Knowlton“, un grande network internazionale e una solida realtà italiana. L’appartenenza al network garantisce all’agenzia le competenze e gli strumenti di Hill and Knowlton, cioè la condivisione di informazioni e di esperienze che solo un gruppo internazionale può avere.

Tra gli attuali incarichi, l’agenzia “digitale” è impegnata nel supportare la promozione del lancio dell’Alfa Brera, una coupé 2+2 disegnata da Giorgio Giugiaro, che immediatamente conquistò pubblico e stampa quando ne fu presentato il prototipo al Salone di Ginevra 2002.

Oggi quel prototipo è diventato realtà. Un’auto per intenditori, capace di suscitare emozioni e di offrire il massimo del piacere di guida, esempio di stile e di tecnica raffinata. Capolavoro del design italiano, l’Alfa Brera ha ottenuto i più prestigiosi riconoscimenti internazionali:

– “Best of show” al Salone di Ginevra 2002
– “Best of show” per la categoria Prototipi al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este
– “One of the most elegant in the world” al Challenge Bibendum 2002
– “The most fascinating car” al Super Car Rally 2002 da Parigi a Montecarlo

E allora eccovi presentato un caso concreto dei servizi di consulenza e comunicazione dei proffessionisti di Digital PR (la scheda originale del progetto é pubblicata sul sito dell’agenzia a: www.digital-pr.it/case_alfa.asp )

Il Cliente: Alfa Romeo

1. Monitoraggio delle comunità Web

L’esigenza:

Verificare le opinioni degli appassionati d’auto sui modelli Alfa Romeo anche in confronto ai principali concorrenti di di Alfa Romeo.

La soluzione:
Sono state identificate le comunità Internet più frequentate dagli esperti di auto e motori ed è stato proposto un monitoraggio continuativo di queste comunità.

I risultati:
Ogni 30 gg. il marketing Alfa Romeo riceve un report sui pregi e difetti percepiti dei prodotti Alfa Romeo, sulle iniziative promozionali, sui reclami di prodotto.

2. Il club CLARO! – Community Leader Alfa ROmeo

Il punto di partenza:
Le comunità Web sono in gran parte movimentate da un numero ristretto di “Community Leader” che animano le comunità, inserendo messaggi frequentemente, rispondendo alle domande poste dai frequentatori, sostenendo o “massacrando” i brand.
Sono persone competenti e appassionate dell’argomento trattato, i classici “Opinion Leader” in grado di fare gruppo e di orientare le scelte.
Qualunque attività svolta dalle aziende all’intero delle comunità non può prescindere da questi leader.

Gli obiettivi del progetto:

Conoscere e contattare chi “difende” il marchio Alfa Romeo nelle comunità virtuali. Riconoscere il loro ruolo e fornire loro uno status.
Costruire relazioni per lavorare su un terreno fertile per Alfa Romeo.
Essere presenti nelle comunità per veicolare informazioni corrette e aggiornate su azienda, modelli, novità e iniziative, anche commerciali.
Raccogliere feedback e indicazioni preziose sui passi successivi di Alfa Romeo nel Web.
Raccogliere dati e segnalazioni offrendo un canale in più a supporto di clienti e possibili clienti.

La soluzione:
All’interno dei newsgroup e dei forum sono stati identificati 15 top community leader tra i più competenti e appassionati del marchio Alfa Romeo.
Sono stati contattati e sono stati riuniti in un gruppo di “leader” alfisti: il club CLARO.
E’ stata organizzata una serie di eventi e iniziative per costruire relazioni con il club.
Sono state fornite ai community leader informazioni e anticipazioni su azienda, modelli, iniziative, da veicolare all’interno delle comunità.

Luca Andreose, Web Marketing Manager di Alfa Romeo: “per noi é fondamentale comunicare con le comunicatà web”
Alfa Romeo ha, da tempo, riconosciuto l’importanza delle comunità web come strumento d’ascolto e di comunicazione. – afferma il Web Marketing manager di Alfa Romeo, Luca Andreose – “Molti appassionati del nostro marchio, infatti, discutono online sui nuovi modelli, sul marketing e sulla strategia del nostro gruppo, confrontandoci con la concorrenza: una risorsa e uno stimolo prezioso per migliorare la nostra offerta e il nostro servizio”.

Dulcis in fundo Digital PR da due giorni ha iniziato a veicolare attraverso le web communities formate dagli appassionati di auto e motori, il video, ancora non trasmesso in alcuno spot televisivo, di presentazione dell’Alfa Brera. E ovviamente i primi obiettivi sono stati tutti quegli “spazi nel web” in cui si incontrano gli alfisti, gli innamorati cronici delle auto del Biscione…

Devo ammetterlo, ho un debole anche io per l’Alfa Romeo: un’azienda che ha saputo attraversare un secolo di storia, scrivendo pagine memorabili nel mondo dell’automobile, tanto da entrare nell’immaginario collettivo: cuore sportivo, indomita vitalità, suono del motore, eleganza delle forme, design italiano.

Del resto si racconta che Henry Ford si togliesse il cappello quando vedeva un’Alfa Romeo e che anche Enzo Ferrari, il giorno che è riuscito a battere le auto del Biscione abbia pianto come un bambino!

Ma eccovi finalmente il link del video dell’Alfa Brera basta cliccare qui!

Una volta entrati è necessario fare click su play -> movie oppure su download -> movie.

Buona visione!

Per informazioni:
Nicolò Michetti, Account Director
DIGITAL PR – Powered by Hill & Knowlton
Via P. Lomazzo, 19 – 20154 Milano
Tel. 02 31914270 – Cell. 348 8441615 – Fax 02 34537197 – Email
nmichetti@digital-pr.it
http://www.digital-pr.it/

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La tutela del diritto d’autore e del diritto d’accesso nell’era dell’informazione e comunicazione digitale

Uno dei temi dibattuti nell’ambito della Conferenza Internazionale su “The Future Digital Economy. Digital content – creation, distribution and access” in merito a questo periodo storico dell’Informazione e Comunicazione Digitale e Globalizzata, viene posto dalla legittimità della difesa di due fondamentali diritti: da una parte tutelare il diritto d’autore e dall’altra abbattere sempre di più le barriere tecnologiche e culturali per garantire un diritto d’accesso a tutti cittadini della Società dell’Informazione.

La rivoluzione digitale dell’Infromation & Communication Technology pone, infatti, sempre più degli interrogativi per trovare adeguate soluzioni e regolamentazioni che proteggano gli autori di contenuti digitali, oggi che, con la convergenza multimediale, tutto è diventato digitale: dalla trasmissione dati all’editoria, dalle telecomunicazioni alla radiodiffusione, cinema e tv, intrattenimento, servizi di ogni sorta..

Se i contenuti digitali non vengono protetti di fatto non hanno valore. Quindi viene meno un meccanismo fondamentale che regola la vita sociale: l’economia.

Per fare un esempio banalissimo, prendiamo il mio caso: un utente internet qualsiasi.
Per me scrivere ora queste righe, che verranno pubblicate gratuitamente e chiunque potrà copiarle e farle proprie, non è evidentemente un’attività di business.

Le sto scrivendo per soddisfare un mio bisogno culturale e di condivisione e confronto di mie personali riflessioni con gli eventuali altri internauti che si imbatteranno in questa pagina del web. Questo per me è gratificante. Ma sicuramente non mi fa portare la cena a casa!

Ma se in questo momento io stessi scrivendo, come attività professionale, per esempio, un romanzo, o un programma software, uno studio di interesse pubblico, la musica di una canzone, il copione di un film, certamente vorrei che il mio impegno lavorativo e il mio sforzo intellettuale mi venisse riconosciuto, economicamente remunerato, e non vorrei che qualcun altro se ne appropriasse indebitamente.

Sempre per fare un esempio vicino alla quotidianità, programmi come il famoso Napster che è stato utilizzato per anni per scaricare gratuitamente musica di ogni genere sul proprio pc, fare copie non autorizzate di film, ma anche fotocopiare oltre un certo numero di pagine di un libro di testo scolastico, di fatto, hanno finito per ledere sensibilmente i legittimi interessi economici dei produttori di queste diverse opere dell’ingegno umano, che con la digitalizzazione sono riproducibili da chiunque con estrema facilità.

La rivoluzione digitale quindi pone dei problemi al copyright, o diritto d’autore, o proprietà intellettuale.

D’altro canto la bit revolution è il fondamento che per molti studiosi fa sì che mai come in questo periodo storico, (una buona parte del) l’umanità ha avuto a disposizioni strumenti e mezzi che consentono un accesso all’informazione (concepita in tutti suoi sensi: dalle news giornalistiche alle opere intellettuali) di massa.

Una volta anche lo scrivere era un mezzo di comunicazione, privilegio di solo ridotte minoranze. E non sto pensando all’antico Egitto e agli scriba: l’alfabetizazione di massa in Italia è avuta nel secolo scorso.. meno di 100 anni fa.

Oggi io (cioè un essere umano che ha avuto la fortuna di nascere in una società “occidentale”, che per quante ingiustizie abbia, mi fa appartenere al “primo mondo” e non al “terzo mondo” e all’interno di questo mondo, ho l’accesso e relative competenze (minimali: nons ono un informatico) ad internet e posso accedere alla più grande biblioteca mai esistita prima.
Col cellulare pocco comunicare a distanza e in movimento e sempre più il telefonino sta diventando il terminale non solo per comunicazioni “parlate”, ma sempre più multimediali.
Con la tv digitale (satellitare o terrestre) posso accedere a programmi e canali in altre lingue..

E così via. Oggi i mezzi di comunicazione del Terzo Millennio sono tecnologie di libertà (come scrisse nell’omonimo saggio lo studioso Ithiel De Sola Pool), di democrazia partecipata, e ogni cittadino ha diritto ad accedervi, e questo diritto d’accesso deve essere garantito ed esteso sempre di più a tutta l’umanità.

Che ne pensate voi?

Potete commentare senza necessità di alcuna registrazione cliccando su comments sotto questo articolo, o se desiderate dare maggiore visibilità al vostro pensiero potete inviarmi una richiesta di registrazione per pubblicare il vostro articolo.

Andrea Pietrarota, apietrarota@libero.it

PADOVA – Dal 4 Febbraio al 4 marzo 11a Biennale Arte della Saccisica – Galleria "La Rinascente"

BIENNALE ARTE DELLA SACCISICA
11^ Edizione
VERNICE: VENERDI’ 3 FEBBRAIO 2006 – ORE 12.00
INAUGURAZIONE: VENERDI’ 3 FEBBRAIO 2006 – ORE 18.00
Galleria “La Rinascente” – Piazza Garibaldi – Padova
4 febbraio – 4 marzo 2006

Il Comune di Padova ospita dal 4 febbraio al 4 marzo 2006, nella Galleria “La Rinascente”, la XI Biennale Arte della Saccisica, mostra di pittura, scultura, grafica e poesia. Vi partecipano artisti del “Gruppo Artisti della Saccisica” provenienti da varie parti del Veneto.
Come è ormai tradizione, nella mostra sono inseriti “Omaggi” ad artisti scomparsi nell’ultimo biennio: quattro, purtroppo, in questa edizione. Si tratta di Armando Franchin, Giovanni Martini, Carlo Preti, Laura Ronca e di una poetessa, Elisabetta Seravalli Carta, che nei tempi passati sono stati soci del Gruppo o ad esso vicini.
La Biennale Arte della Saccisica è il momento più alto dell’attività del Gruppo, momento di sintesi e di confronto, strumento importante per favorire l’incontro tra artisti e pubblico.
Per questa ragione da sempre la mostra è itinerante: nel 2005 è stata ospitata a Piove di Sacco ed a Correzzola, a Chioggia, a Este, a Pernumia, a Santa Maria di Sala ed a Montegrotto Terme. Dopo Padova, tra maggio e giugno 2006, essa concluderà il suo itinerario a Villa Beatrice di Baone, ospite della Provincia di Padova.
Il Gruppo Artisti della Saccisica è nato nel 1984 a Piove di Sacco per iniziativa di sette Piovesi amanti dell’arte. Nel corso degli anni si è allargato oltre il territorio della Saccisica fino a diventare una realtà veneta. Annovera tra i propri iscritti artisti di arte visiva, poeti, musicisti. Attualmente conta oltre sessanta soci.
Nei ventidue anni di attività ha organizzato circa 500 manifestazioni in Italia e all’estero: mostre, dibattiti, conferenze, incontri con l’autore.
Ha pubblicato 11 cataloghi della Biennale Arte, 16 Quaderni di Poesia, 26 Quaderni d’Arte, oltre ad un numero imprecisato di dépliant e di cataloghi in occasione di mostre personali e collettive. Tra le sue manifestazioni periodiche: la Biennale Arte della Saccisica, il Premio Paola e Lucia Molin, la Rassegna Nazionale del Piccolo Formato.
Ha la propria sede al Centro Piovese d’Arte e Cultura di via Garibaldi, 40 a Piove di Sacco.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Art&Print in cui, oltre alle opere degli artisti, sono presenti componimenti di 17 poeti della Sezione Letteraria del Gruppo. Il catalogo sarà distribuito gratuitamente in Galleria a chi ne farà richiesta.

“BIENNALE ARTE DELLA SACCISICA – 11^ Edizione”. Galleria “La Rinascente” – Piazza Garibaldi – Padova, 4 febbraio – 4 marzo 2006. Ingresso libero. La mostra è aperta il lunedì ore 13.00/21.00, da martedì al sabato ore 9.00/21.00. Mostra promossa e organizzata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova in collaborazione con il Gruppo Artisti della Saccisica. Capo Settore: Alessandra De Lucia. Direzione: Mirella Cisotto Nalon. Organizzazione: Silvano Mazzucato. Presentazione: Umberto Marinello.
Per informazioni: Servizio Mostre e Attività Culturali tel. 049/820.4523 – fax 049/820.4545
Ulteriori informazioni, aggiornamenti e immagini: Home page: http://padovacultura.padovanet.it/stampa

Carmine Granato – Padova – carminegranato@hotmail.com

CON SERIE Z VINCI L’ALMANACCO 2006 E LE CALCIO CARDS DI PANINI

Accordo tra InfoDigit Srl e Panini Spa
per la promozione su Seriez.it delle novità Panini 2006

Terni 31 Gennaio 2006 – Panini Spa, leader mondiale nel settore delle figurine e cards da collezione, è il nuovo sponsor di Serie Z (www.seriez.it). Il più divertente e competitivo gioco di calcio manageriale online avrà i prossimi tre campionati sponsorizzati da Panini Spa.

A partire dal 1° Febbraio 2006 e per 150 giorni, tutti i premi in palio nelle diverse competizioni di Serie Z saranno offerti da Panini Spa.

Nel corso di tre campionati e svariate altre coppe saranno regalati ai vincitori tanti fantastici Almanacchi illustrati del Calcio 2006 e l’assoluta novità di quest’anno, le speciali Calcio Cards Game.

Lo storico Almanacco Panini ha raggiunto il suo 65° anniversario e Panini ha voluto celebrare il raggiungimento di questo traguardo con uno sforzo innovativo e con la decisione di ottimizzare l’Almanacco per renderlo ancora più accattivante grazie alle numerose illustrazioni fotografiche, ad una nuova grafica tesa a facilitare la consultazione e a statistiche sempre aggiornate ed approfondite.

Calcio Cards Game è la nuova raccolta di cards dedicata ai campioni della Serie A.
Con Calcio Cards Game puoi divertirti a creare squadre fortissime scegliendo fra 200 calciatori del Campionato di Serie A. Hai la possibilità di schierare i migliori giocatori e contemporaneamente puoi collezionare le cards con le statistiche aggiornate dei più famosi giocatori delle 20 squadre del Campionato Italiano.

Panini ha deciso, per le campagne di lancio di questi 2 prodotti, di associarsi alla vena dissacrante che caratterizza Serie Z.
Realizzato con uno stile cartoon e ineccepibile da un punto di vista tecnico/tattico, Serie Z è un sito di intrattenimento online, che fa leva su una forte componente di ironia ed irriverenza con l’obiettivo di smorzare i toni più accesi del calcio giocato e puntando sul vero spirito di questo sport e sulle emozioni che è in grado di suscitare.
Strategia di successo, a giudicare dai risultati ottenuti in un anno e mezzo di attività online, con oltre 80.000 utenti registrati, 250.000 utenti univoci e 5 milioni di impression al mese.

Informazioni su InfoDigit
InfoDigit è una società di consulenza in web marketing ed un editore indipendente di contenuti d’informazione ed intrattenimento digitali. InfoDigit gestisce un network di siti internet dedicati all’interazione ed al divertimento online rivolti al pubblico italiano ed internazionale.

Per informazioni:
Stefania Bedeschi // email: s.bedeschi@infodigit.it
Tel 0744/42.81.12

Informazioni su Panini Spa:
Il Gruppo Panini, con sede a Modena, è il leader mondiale nel settore delle figurine e cards da collezione, quarto editore in Europa nel settore dell’editoria per ragazzi e al momento sta sviluppando una serie di iniziative nel settore Multimedia – on e off line – sotto il marchio Panini Interactive. Ha 630 dipendenti e nel 2005 ha fatturato 410 milioni di euro. Il Gruppo ha sede in Italia, filiali proprie in Spagna, UK, Francia, Germania, Olanda, Brasile Cile e Messico e distribuzione in più di 100 paesi. Ulteriori informazioni su www.panini.it.

Per informazioni:
Panini New Media // email: newmedia@paninigroup.com
tel: 059/38.21.11

Nasce RETOUR, la Rete per il Turismo Responsabile.

RETOUR

Rete per il Turismo Responsabile

vi invita alla festa d’inaugurazione

VENERDÌ 3 FEBBRAIO dalle 20.00 in poi

presso “LINUXCLUB”, via Libetta 15 C

(ingresso con tessera 2006, €5)

Programma

  • ore 20.00 inizio della festa
  • ore 20.15 cena etnica (humus & cous-cous) con vino biologico *
  • ore 21.30 presentazione con video: Retour, per una nuova idea di viaggio
  • ore 22.00 “Un viaggio dal Brasile”, intervento teatrale con Dayse Nascimento
  • ore 22.30 musica etnica con Didje Open Project


* Per la cena sarà richiesto un contributo.

Durante la serata chi lo desidera potrà sottoscrivere la propria adesione a “Retour”.

Vi siamo grati se vorrete segnalarci la vostra partecipazione: la sede di LinuXclub, Associazione amica che ci ospita e che ringraziamo, è grande ma non illimitata…!

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
Roberto Dati e-mail roberto.dati@tin.it; cell. 338/3305903
Barbara Sforza e-mail yukichan@tiscali.it; cell. 328/4113361

Enteractive fa vincere il no-profit

Il messaggio realizzato per CulturalMente si aggiudica il 1° premio Terzo settore
Il concorso XMas Email Awards, che premia le migliori e-mail di auguri inviati in occasione delle festività natalizie, ha premiato con il PRIMO PREMIO della categoria Terzo settore, il messaggio realizzato da Enteractive per l’associazione no-profit CulturalMente (www.culturalmente.org).

Anche questo concorso contribuisce ad attirare l’attenzione delle imprese sulla comunicazione via e-mail, ovvero l’E-MAIL MARKETING, attività nella quale Enteractive può fornire un valido supporto nell’identificazione dell’immagine incentrata sul target, nella creazione di messaggi e grafiche efficaci e nella fornitura di applicazioni per la gestione di Newsletter e Mailing list.

Per testimoniare l’attenzione al business etico ed alla necessità di contribuire al mondo del no-profit, Enteractive rinnova il progetto
Buon@zione: internet gratis per chi ha cuore (www.enteractive.it/buonazione/), dedicato alle organizzazioni no-profit del volontariato e del sociale.

Il messaggio vincitore: www.culturalmente.org/natale.htm
Link al concorso: www.xmasmail.it
Il sito Enteractive: www.enteractive.it

per informazioni info@enteractive.it

Giorgio Assumma, Presidente della SIAE: la tutela del diritto d’autore nell’economia digitale

Riportiamo l’interessante intervento dell’ Avv. Giorgio Assumma, Presidente della SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) nell’ambito della conferenza internazionale “The Future Digital Economy: Digital content – creation, distribution and access” (Istituto San Michele – Roma, 30-31 gennaio 2006), che sta vedendo in questi giorni Roma capitale mondiale dell’Information & Communication Technology

“Egregi Amici,
come tutti noi abbiamo constatato, non vi è convegno sul diritto d’autore, in sede nazionale o internazionale, in cui non si prospettino i problemi della tutela degli autori di fronte all’era digitale.
I profili di tali problemi, che emergono, con massima insistenza, sono sostanzialmente tre:
le modalità di concessione delle licenze e a chi intenda servirsi del sistema digitale per la divulgazione delle opere intellettuali;
il processo di esazione dei relativi proventi, da scegliersi e da applicarsi in modo che si garantisca agli autori il massimo profitto economico;
il ruolo delle società di collecting, sia rispetto alla concessione delle licenze, sia riguardo alla esazione dei proventi.

Circa il primo ed il secondo dei tre profili, non posso che ripetere quanto ho affermato alcuni giorni fa in occasione del MIDEM di Cannes a proposito della paventata adozione di una forma di licenza globale imposta per legge, in un paese tradizionalmente all’avanguardia nella difesa dei diritti d’autore, su alcune forme di utilizzo on line delle opere musicali: “Di fronte al digitale – ho detto – che ha trasformato e sostituito i parametri di riferimento cui si ispira la tutela morale e patrimoniale degli autori applicata fino ad oggi, non si debbono trovare soluzioni tecnico-giuridiche che comportino una sia pur parziale espropriazione dei diritti e delle aspettative degli autori. Su questo fronte la difesa dei diritti sarà dura, univoca e decisa affinché sia impedito ogni esproprio ai danni degli autori”.
Circa il terzo profilo, io sono convinto, senza alcuna esitazione, che il ruolo delle società di collecting sia, oggi più che mai, assolutamente insostituibile.
Queste società sono state create dagli autori non solo per controllare lo sfruttamento delle loro opere e raggiungere il maggior numero possibile di utilizzazioni, ma anche per negoziare da posizioni di forza, o quanto meno in modo equilibrato, le condizioni di licenza e i compensi dovuti dagli utilizzatori: ciò nella convinzione che, per una larga parte del mercato dei contenuti protetti dal diritto d’autore, il potere negoziale del singolo non è tale da ottenere un compenso commisurato al valore commerciale dell’opera.
Le società di autori consentono anche ai creatori di conservare il diritto esclusivo sulle loro opere e di resistere alla tentazione di svenderle al primo utilizzatore: è soprattutto grazie ad esse che gli autori con scarso potere contrattuale o che lavorano in mercati di nicchia possono gestire in modo efficace i loro diritti e mantenerne intatto il controllo, conservando anche la possibilità di sottrarre le loro opere alla gestione collettiva.
Tali società sono dunque necessarie agli aventi diritto anche in ambiente digitale, perché creano valore: gli autori, che vogliono essere remunerati, secondo il loro talento e il loro lavoro, lo sanno perfettamente e continuano a servirsi delle loro prestazioni.
Cito i principali vantaggi della gestione collettiva, così come sono stati enunciati da un importante operatore internazionale nel corso di un recente incontro pubblico:
semplificazione delle procedure di accesso al repertorio, senza necessità di dover contattare tutti i singoli aventi diritto;
contenimento dei costi di transazione;
accesso alle opere a condizioni non discriminatorie, nel rispetto del principio della parità di trattamento a parità di condizioni obiettive;
possibilità per i nuovi entranti di superare le barriere all’ingresso, all’atto del lancio legale di servizi innovativi;
certezza del diritto, trasparenza e uniformità delle condizioni, tranquillità nello sfruttamento del repertorio;
possibilità di un rapido ingresso legale nei mercati esteri;
ostacolo alle iniziative illegali, la cui concorrenza rischia di compromettere il successo dei servizi legali.
E’ significativo il fatto che la Commissione Europea abbia preso atto della funzione svolta dalle società di gestione collettiva per garantire il rilascio delle licenze necessarie allo sviluppo dell’offerta legale di servizi musicali on line e si sia limitata a fornire alcune linee guida per il corretto svolgimento della loro attività.
A fronte di queste realtà non sembrano ancora risolutivi i sistemi di Digital Rights Management (DRM), che promettono di sostituire le società di gestione collettiva con il controllo tecnologico e sembrano favorire un ritorno alla gestione individuale, che tuttavia non sarebbe necessariamente effettuata dall’autore, ma sarebbe più probabilmente affidata ad un suo avente causa.
Si tratta di una suggestiva soluzione, tutta orientata al mercato, che al di là dei problemi di tenuta tecnologica delle misure di protezione, presenta serie criticità di ordine normativo e pratico.
Oltre tutto, come ho già ricordato, la negoziazione dei compensi costituisce il principale compito delle società di autori, e i sistemi di Digital Rights Management non potrebbero certo migliorare il debole potere contrattuale degli autori nei confronti dei grandi conglomerati mediatici.
Va anche osservato che i sistemi di DRM sono del tutto neutri per quel che riguarda il loro utilizzo e non è affatto escluso, anzi avviene già in alcune realtà, che le società di gestione collettiva si servano di queste tecnologie per migliorare la loro efficienza e fornire migliori servizi ai loro membri.
Se è eccessivo pensare che i sistemi di Digital Rights Management rendano obsolete le società degli autori, è indubbio che esse debbano riorganizzarsi per restare competitive, secondo logiche di efficienza che non creino barriere all’ingresso sul mercato degli autori marginali.
Esse devono continuare a dare valore aggiunto ai loro membri, a salvaguardarne il reddito, esplorando modalità di licenza coerenti con i modelli commerciali emergenti ed evitando i farraginosi meccanismi che creano difficoltà operative agli utilizzatori, senza alcun beneficio concreto per i titolari dei diritti.
Le società di autori hanno già cominciato a lavorare nei nuovi scenari, adattandosi all’ambiente digitale, senza timori e senza complessi: alcune di esse sono al lavoro per creare uno standard da mettere a disposizione degli utilizzatori ed hanno realizzato attraverso una controllata, la società FastTrack, un avanzato sistema telematico per lo scambio della documentazione sulle opere presenti nelle loro banche dati.
È stato rilevato da più parti che il principale problema per lo sviluppo del mercato, accanto alle difficoltà di accesso alle licenze, è costituito dall’incompatibilità dei vari sistemi di DRM, che cresce con la moltiplicazione dei media digitali.
Non possiamo dimenticare che lo sviluppo di questi sistemi non può prescindere dall’accettazione del mercato e che la mancanza di interoperabilità costituisce un inconveniente molto serio per i consumatori”.

Avv. Giorgio Assumma, Presidente della SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori)