MILANO MODA DONNA AUTUNNO-INVERNO 2006/2007: LA MORTE SFILA IN PASSERELLA


MILANO MODA DONNA AUTUNNO-INVERNO 2006/2007: LA MORTE SFILA IN PASSERELLA. ANIMALISTI ITALIANI CONDANNANO LA RAVIZZA. ACCETTABILE IL FUZZI CON PELLICCE FINTE IN DIFESA DEGLI ANIMALI.

Milano. Presentata ieri la collezione donna autunno-inverno 2006/2007.

A detta della stilista Simonetta Ravizza, bolerini di visione e cappottini maschili di cincillà, persiano o linciotto, dovrebbero rendere le donne belle ed eleganti.

“Ci chiediamo quanto ancora donne intelligenti, siano disposte a credere a queste sciocchezze” – dichiara Daniela Britti, responsabile campagna pellicce per Animalisti Italiani ONLUS – “Resta difficile comprendere in che modo, indossare cadaveri di visoni, cincillà, conigli, zibellini ed ermellini straziati possa abbellire l’immagine femminile.

Difficile anche pensare che nell’era dell’informazione, possa esserci ancora qualcuno che non conosca quanta sofferenza e crudeltà si nasconda dietro a qualsiasi tipo di pelo che orni giacche, polsini o colletti.

Abbiamo inviato alla stilista Simonetta Ravizza un video che mostra come gli animali da pelliccia, dopo aver condotto una brevissima vita, rinchiusi in gabbie piccolissime, vengano uccisi con metodi cruenti, torturati con elettrocuzione, asfissiati con il gas, per essere trasformati in pellicce. Probabilmente la Ravizza non conosce nei dettagli la provenienza della materia prima che utilizza per le sue creazioni visto che presenta in passerella, con totale disinvoltura, capi in pelliccia di ogni genere decantandone la presunta bellezza.

Ma è impossibile che ignori quanti animali occorrono in media per realizzare una pelliccia: dai 30 ai 60 per una di visone, dai 180 ai 240 per una di ermellino, dai 130 ai 200 per una di cincillà. E il fatto che ormai, la maggior parte degli animali utilizzati per le pellicce provenga dagli allevamenti non rappresenta certo un alibi. Gli allevamenti intensivi, a qualsiasi uso siano destinati, sono indiscutibilmente dei lagher.

I commenti giornalistici alle passerelle di Milano Moda Donna parlano poi di bon ton. Peccato che questo non si riesca realmente a vedere tra spoglie di animali sulle spalle di modelle imbruttite dalla morte e le parole di stilisti, come la Ravizza, che fanno spregio di tanta sofferenza. Colpisce anche la frase di Daniela Lavarone che sostiene l’impossibilità di rinunciare alle pellicce per una donna. La frase suona come una nota stonata visto che proviene dalla presidentessa degli Amici della Lirica. E’ forse ormai sorpassata l’idea che il canto sia prerogativa di persone sensibili?

Più accettabili le proposte di Fuzzi di pellicce finte con solo la stampa ad effetto persiano e l’opinione di Patrizia Romani, moglie dell’onorevole Paolo Romani, secondo cui delle pellicce si può facilmente fare a meno in nome del rispetto degli animali.

Ci auguriamo che i destinatari di questa moda sappiano interpretare la falsità dell’equazione – pelliccia uguale eleganza – e rifiutare questo prodotto insanguinato”.

Roma, 20 febbraio 2006

Animalisti Italiani Ufficio Stampa Federica Cuccagna: 0623232569 – 3287311798
ufficiostampa@animalisti.itwww.animalisti.it

Daniela Britti: 3292354226 – nopellicce@animalisti.it

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