BARBERA (CIPSI): NECESSARIO CODICE ETICO PER I MASS-MEDIA


BARBERA (CIPSI): “La RAI ed i mezzi di comunicazione di massa devono favore il diritto alla vita e la difesa dei diritti fondamentali di ogni essere umano. “Necessario un Codice Etico, per condizionare anche le inserzioni pubblicitarie”

Roma, 23 febbraio 2006 – “Ci auguriamo che la cancellazione della partecipazione di Arnold Schwarzenegger al Festival di Sanremo, sia dovuta ad un’effettiva e concreta strategia politica della RAI a favore del diritto alla vita e della difesa dei diritti fondamentali di ogni essere umano, contro la spettacolarizzazione della morte e dei problemi di vita di milioni di esseri umani” afferma Guido Barbera, presidente del CIPSI – coordinamento di 36 Ong e associazioni di solidarietà internazionale. “Auspichiamo che questa scelta rappresenti un impegno concreto non solo della RAI, ma anche per MEDIASET e per le altre reti televisive e radiofoniche, ad assumere iniziative nei palinsesti per dare spazio a testimonianze positive e concrete in difesa dei diritti umani, del diritto alla vita. Prendendo spunto da questo episodio, il Cipsi propone di inserire questi aspetti in un Codice Etico, e di valutare “l’eticità” delle imprese profit e non profit anche alla luce dei canali di informazione che esse utilizzano, inserendo questi indicatori nella stesura dei bilanci sociali e nella valutazione di eticità a livello di responsabilità sociale. La responsabilità sociale deve essere valutata anche nei contenuti dei format di comunicazione (invitati, argomenti, ecc.), in modo da “condizionare” gli investimenti pubblicitari.
“La voglia di ‘fare notizia’ ha rischiato di far fare una nuova pessima figura al Festival di Sanremo. Dopo aver invitato tra gli ospiti dello scorso anno il pugile Mike Tyson ( http://unimondo.oneworld.net/article/view/104036/1/ ) per un cachet di 300mila euro, quest’anno era stato invitato il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, famoso per essere favorevole alla pena di morte! Già fatto per tre volte consecutive. L’ex attore nelle scorse settimane non ha accolto la domanda di grazia dalla condanna capitale di Clarence Ray Allen
( http://unimondo.oneworld.net/article/view/125794/1/ ), un indiano Choctow condannato a morte in un processo fortemente dominato dal pregiudizio razziale, e nel dicembre scorso aveva deciso di non concederla a Stanley Tookie Williams ( http://unimondo.oneworld.net/article/view/123920/1/ ) suscitando la riprovazione delle associazioni mondiali per l’abolizione della pena di morte. Nei giorni scorsi il caso di Michael Morales. In Italia questo signica un ulteriore modo, dopo l’approvazione della nuova legge sulla ‘legittima difesa’
( http://unimondo.oneworld.net/article/view/126352/1/3353 ), per far cassa di voti raccattando le striscianti volontà forcaiole di chi sogna il “modello americano” di giustizia e di società.

“In compenso la RAI in sostituzione di Schwarzy ha invitato giovedì 2 marzo John Cena, campione di wrestling. Conclude Barbera: “Esprimiamo la nostra preoccupazione perchè questo è uno sport che trasmette violenza, da mesi nel mirino di associazioni e comitati, ma soprattutto non è assolutamente educativo. Prima della spettacolarizzazione viene l’etica e tutti i valori fondamentali quali pace, solidarietà per costruire insieme una costruttiva integrazione sociale di cultura, storie e religioni. La RAI e tutti i canali di informazione di massa, nella scelta dei programmi, dei contenuti e dei partecipanti, hanno enormi responsabilità informative ed educative che si ripercuotono inevitabilmente anche su atteggiamenti sociali quali l’attuale crisi internazionale di rapporti tra religioni e tra culture diverse.”

Nicola Perrone – Ufficio Stampa CIPSI
Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale
Viale Baldelli, 41 – 00146 Roma
Tel. ++39/06/54.15.730 – Fax. ++39/06/59.600.533
cell. 329.0810937
E-mail: ufficiostampa@cipsi.it
Sito: www.cipsi.it

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