PADOVA – Secondo la Coldiretti è questione di ETICHETTA- Gli effetti dell’aviaria sui consumi di carne

Coldiretti commenta i dati dei consumi relativi allo scorso dicembre

EFFETTO AVIARIA: BOOM DI BISTECCHE E BRACIOLE

PER VINCERE LA DIFFIDENZA NECESSARIA L’ETICHETTA

Mentre cala la carne avicola (-15,4%) e aumentano gli acquisti di uova (+8,8%). E’ boom negli acquisti della carne di maiale (+12 per cento) e per quelli di carne bovina (+10 per cento), mentre crollano del 15,4 per cento quelli della carne avicola e a sorpresa crescono anche quelli per le uova (8,8 per cento). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui principali cambiamenti nella busta spesa degli italiani a dicembre sulla base dei dati Ismea – Ac Nielsen, in riferimento ai dati sul commercio al dettaglio divulgati dall’Istat.

In un anno di sostanziale stabilità delle vendite alimentari (+0,9 per cento) si assiste, nel mese di dicembre ad una leggera ripresa del 2,9 per cento, ma anche – sottolinea la Coldiretti – a un deciso cambiamento nella composizione della busta della spesa degli italiani. Ad aumentare in misura record del 8,9 per cento sono – continua la Coldiretti – gli acquisti di latte fresco che, nei mesi successivi all’obbligo di indicare il luogo di provenienza in etichetta entrato in vigore il 7 giugno del 2005, hanno registrato un continuo boom negli acquisti familiari.

Si tratta di un dato incoraggiante che – precisa la Coldiretti – fa sperare in una ripresa dei consumi anche per la carne di pollo dopo l’entrata in vigore dell’etichettatura di origine obbligatoria per il pollame e i suoi derivati a partire dal 17 ottobre. Nel mese di dicembre – conclude la Coldiretti – si registra anche una sostanziale stabilità nei consumi di derivati dei cereali che aumentano in valore dell’1,5 per cento come pure dell’ortofrutta che evidenzia una riduzione su base mensile dell’1,2 per cento.

Dopo la conferma della presenza del virus dell’influenza aviaria in un allevamento di tacchini nell’Ain, la Francia, afferma la Coldiretti, ha una ragione in più per seguire l’Italia nella battaglia per introdurre l’obbligo di etichettatura di origine del pollame all’interno dei propri confini ed in tutta Europa, come avviene già nel nostro paese dal 17 ottobre 2005.

La normativa italiana sull’etichettatura del pollame è all’avanguardia nell’Unione Europea per trasparenza e rintracciabilità ed è stata incomprensibilmente messa sotto accusa dalle Autorità comunitarie che la ritengono non conforme alla legislazione europea. Nella nota di spiegazioni inviata dalla Commissione all’Italia si arriva addirittura a sostenere – riferisce la Coldiretti – che “nessun elemento indica che i consumatori italiani sarebbero indotti in errore senza la presenza dell’indicazione di origine della carne avicola” mentre è chiaro che l’etichetta di provenienza è un elemento di trasparenza che garantisce la rintracciabilità delle produzioni, una maggiore efficienza dei controlli e la libertà di scelta dei consumatori.

L’etichetta “Made in Italy” è obbligatoria in Italia dal 17 ottobre secondo quanto previsto dall’ordinanza del 26 agosto 2005 del Ministero della Salute nella quale si prevede che, in aggiunta alle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, di cui al Decreto legislativo 109/92, gli operatori che intervengono nella fase macellazione e di sezionamento ed i soggetti che importano nel territorio italiano animali vivi da macellare, o carni fresche da sezionare o già sezionate da commercializzare, riportino in etichetta le informazioni necessarie a ripercorrere con esattezza la storia dell’animale.

La carne di pollo italiana – spiega la Coldiretti – sarà identificata dalla sigla IT e saranno presenti codici per individuare l’allevamento di provenienza e lo stabilimento di macellazione. Si tratta – precisa la Coldiretti – di una norma che è valida per ora fino al 31 dicembre 2007 e la cui violazione nella parte relativa agli obblighi di etichettatura comporta la sospensione dell’attività da un minimo di sette ad un massimo di ventuno giorni. Le disposizioni in materia di etichettatura e, in particolare, l’obbligo di indicare l’origine della carne, rivestono – conclude la Coldiretti – un’importanza fondamentale, in quanto, garantendo la completa tracciabilità del prodotto, agevolano il sistema dei controlli e tutelano la salute dei consumatori ed il loro diritto alla corretta informazione, che si sostanzia nella trasparenza delle indicazioni riportate in etichetta. Una opinione condivisa dalla maggioranza dei cittadini che per l’80 per cento considerano necessario che debba essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione degli alimenti secondo l’ultima Indagine Coldiretti-Ispo sulle “Abitudini alimentari degli italiani”.

L’ETICHETTA CON L’ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI

I CIBI CON LA CARTA DI IDENTITA’

  • Carne di pollo e derivati
  • Carne bovina
  • Frutta e verdura fresche
  • Uova
  • Miele
  • Latte fresco
  • Pesce

I cibi Senza CARTA DI IDENTITA’

  • Pasta
  • Carne di maiale e salumi
  • Carne di coniglio
  • Frutta e verdura trasformata
  • Olio di oliva
  • Derivati del pomodoro
  • Latte a lunga conservazione
  • Derivati dei cereali

Fonte: Elaborazioni Coldiretti

Carmine Granato – PADOVA

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