ANIMALISTI ITALIANI: 40 MILIONI DI ANIMALI DA PELLICCIA SACRIFICATI OGNI ANNO PER LA MODA E LA VANITA’.

40 MILIONI DI ANIMALI DA PELLICCIA SACRIFICATI OGNI ANNO
PER LA MODA E LA VANITA’.

ANIMALISTI ITALIANI: DONNE NON RENDETEVI COMPLICI DELLA SOFFERENZA DEGLI ANIMALI!

Milano Moda Donna. Sono terminate ieri le sfilate che hanno presentato la collezione donna del prossimo autunno-inverno. Per oltre una settimana gli stilisti più accreditati si sono alternati sulle passerelle presentando le loro creazioni, elargendo sentenze circa presunte esigenze femminili di eleganza che non possono, secondo alcuni, essere soddisfatte da nient’altro se non dalla pelliccia.

E’ forse questa un’ammissione di colpa? Eliminata la giustificazione della pelliccia come necessità, come unico indumento in grado di tenere caldi, resta l’ipocrisia pura” – dichiara Daniela Britti responsabile campagna pellicce ANIMALISTI ITALIANI ONLUS– “Resta la conferma di tutte le accuse che per anni gli animalisti hanno mosso ai pellicciai. Chi sceglie di vestire con la pelle degli animali commette un puro e semplice atto di egoismo. Chi acquista o riceve in regalo un capo confezionato con i cadaveri di migliaia di poveri visoni, volpi, cincillà, foche, agnellini, conigli, si rende complice dei delitti più efferati: animali uccisi per soffocamento, con bastonate o per elettrocuzione, come mostra un recente video della Peta, disponibile sul sito http://www.peta.org o richiedendolo agli Animalisti Italiani in formato DVD.

Chiunque resti inebetito di fronte a tante pellicce presentate in passerella tra luccichii dei flash dei fotografi, paillettes che riflettono la luce e rendono l’atmosfera sognante, dovrebbero visionare il video dell’uccisione di un cincillà, e il sogno si spezzerebbe in un attimo tra le urla dei piccoli e la loro urina, rilasciata per il terrore e il dolore.

Ogni anno circa 40 milioni di animali da pelliccia vengono sacrificati ogni anno in nome della vanità. Di questi circa 25.000 sono visoni impiegati in numero di 60 per una sola pelliccia. Migliaia di cincillà vengono brutalmente uccisi, utilizzati in 150 per una solo capo. Gli stessi piccoli animaletti dal folto mantello grigio-azzurro che vengono utilizzati per rivestire interni di giacchini, borse e manicotti.

E per chi non riesce ad avere cuore per gli orrori che questi animali devono subire a pochi mesi dalla nascita, per coloro i quali tanta sofferenza non è sufficiente, considerino almeno l’impatto ambientale delle pellicce, l’inquinamento che causano la concia e la tintura delle pelli oltre agli stessi allevamenti intensivi degli animali da pelliccia. Una ricerca dell’ing. Gregory H. Smith della Ford Usa, inoltre, ha messo in luce l’enorme spreco energetico causato dalla fabbricazione di una pelliccia. L’ingegnere ha infatti rilevato come per produrre una pelliccia sintetica sia sufficiente l’energia prodotta da meno di 5 litri di benzina e come ne servano circa 280 per una di allevamento.

Cavalli, Ferrè, Prada, Fendi, e gli stilisti tutti riconsiderino la materia prima che intendono proporre nelle loro creazioni e inizino a guardare a tessuti sintetici altamente innovativi ed altrettanto versatili per ogni tipo di utilizzo. D’altro canto gli animalisti faranno sentire la loro presenza non mancando mai di sottolineare l’efferatezza che investe le loro collezioni. Gli spiriti di tanti animali sacrificati sull’altare di una moda sanguinaria, siamo certi, resteranno per sempre nella coscienza di coloro che del loro dolore non hanno avuto alcuna pietà”.

Roma, 27 febbraio 2006

Animalisti Italiani Ufficio Stampa Federica Cuccagna: 06/23232569 – 3287311798 ufficiostampa@animalisti.ithttp://www.animalisti.it

Daniela Britti :3292354226 – nopellicce@animalisti.it

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