CONCORSO LETTERARIO “UN MONTE DI POESIA “

concorsi letterari
Sito segnalato da www.bluecommunity.it
Concorso letterario di Abbadia San Salvatore (SI)
“UN MONTE DI POESIA” 2011
Sesta edizione
Regolamento
Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 25 GIUGNO 2011.
Quota di partecipazione: euro 10 per la prima poesia e di euro 5 per ognuna delle successive fino ad un massimo di tre. (la sezione GIOVANI, al di sotto dei diciotto anni, è gratuita)
Gli elaborati, unitamente alla copia di avvenuto pagamento dovranno essere inviati ai seguenti a:
In forma cartacea (per posta): PRO LOCO di Abbadia San Salvatore, Piazzale Renato Rossaro n°6
53021 Abbadia San Salvatore (Siena)
oppure Per via telematica (tramite email, con allegati in formato “word” per ogni poesia):
atondi@terreditoscana.net
tizianacur@hotmail.it
Il pagamento della quota di partecipazione potrà essere effettuato:
tramite vaglia postale (stesso indirizzo dell’invio cartaceo degli elaborati) oppure
tramite pagamento su POSTAPAY N° 4023 6004 6563 5961 intestato a Tiziana Curti
Le poesie dovranno pervenire in due copie indicanti la sezione a cui si intende partecipare, il titolo e la poesia, fino ad un massimo di venticinque versi, su un unico foglio formato A4.
In una sola delle due copie dovranno essere riportati:
nome e cognome, indirizzo completo, recapito telefonico (fisso/cell),indirizzo email, firma leggibile.
(Per la sezione GIOVANI, va anche indicata la data di nascita, su entrambe le copie).
L’altra copia dovrà rimanere anonima.
Liberatoria La partecipazione comporta l’ autorizzazione all’uso dei dati personali dei concorrenti ai sensi della legge 675/96 (relativa alla privacy), per quanto riguarda le pratiche di gestione del concorso stesso.
Per i minori, è obbligatorio l’invio della copia della carta di identità ed il consenso scritto da parte di un genitore.
I finalisti verranno avvertiti tramite posta, entro il mese di settembre.
Sezioni del concorso
Le opere potranno essere sia edite che inedite, purché non abbiano già conseguito primi premi in altri concorsi nazionali.
Unitamente alla partecipazione, l’autore assume piena responsabilità legale del proprio elaborato soprattutto per quanto riguarda il contenuto e l’originalità dello stesso.
1) Sezione poesia a tema: “La montagna”: vita, costumi, folclore, paesaggio.
2) Sezione a tema libero: poesie edite o inedite, che non abbiano già conseguito primi premi in altri concorsi nazionali.
3) Sezione giovani: poesia a tema libero riservato ai giovani che, in data 30 giugno 2010, non abbiano compiuto il diciottesimo anno di età: è obbligatoria la fotocopia della carta di identità.
Per questa sezione non è richiesto il pagamento della quota di iscrizione.
PREMI
PER LA SEZIONE A TEMA ed a tema libero:
1° premio: Assegno di 200,00 – Coppa e pergamena
PER LA SEZIONE GIOVANI
1° premio: Assegno di € 100,00 – Coppa e pergamena
PER TUTTE LE SEZIONI
dal 2° al 5° premio: Coppa o targa e pergamena
dal 6° al 10° classificato, medaglia e pergamena
Premiazione: Domenica 9 Ottobre 2011 presso il CENTRO POLIFUNZ. GIOVANI VIA MENTANA
Tutti i premi assegnati dovranno essere ritirati dai vincitori (solo dal 2° classificato è ammessa delega).
Per informazioni e prenotazioni:
PRO LOCO e Consorzio Terre di Toscana
tel. 0577 778324 – fax 0577 775221

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CONVEGNO POETICO ALL’AMIATA

Meeting “Incontri poetici all’Amiata”
presso il teatro Servadio di Abbadia San Salvatore (SI)
4 e 5 giugno 2011 Città di Abbadia S.Salvatore.

I poeti interessati alla lettura o all’esposizione dei loro elaborati dovranno prenotarsi entro il 20 maggio 2011 chiamando il numero 3395904072 oppure il numero 0577778324 ( Proloco di Abbadia San Salvatore (SI))

Allegato al convegno, il programma di visita organizzata a Buonconvento, museo della civiltà contadina ,Abbazia di Monte Oliveto, Abbadia San Salvatore,paesi della montagna, borghi caratteristici.
Prenotazione del pacchetto ( chiamando il numero 3395904072 ): euro 40 a persona da effettuarsi entro il 26 maggio 2011. La quota versata verrà scalata dal costo del pacchetto, ma non potrà essere restituita in caso di rinuncia.
Il programma comprende due pranzi, una cena, un pernottamento e una prima colazione.
Per il recupero delle spese organizzative, l’intero pacchetto ha un costo complessivo massimo di euro 80,00 e prevede quanto scritto sopra. Eventuali spese aggiuntive verranno conteggiati a parte.
Le camere singole subiranno un costo aggiuntivo di euro 15,00
Albergo mezza pensione presso l’hotel Chiccogarden (Cena,pernottamento,prima colazione)
Pranzo di sabato cinque giugno a San Quirico d’Orcia, pranzo di domenica sei giugno ad Orvieto.
Per ogni pasto non utilizzato verranno scontati euro 15,00 dal pacchetto.
Per l’hotel (mezza pensione) non utilizzato, verranno scontati euro 30,00 dal pacchetto.
Per poter usufruire di quanto sopra, è necessaria la prenotazione

Viaggio in autobus Firenze-Abbadia e ritorno euro 50,00. Per il viaggio occorre prenotarsi, poiché sarà effettuato solo se verrà raggiunto un minimo di posti tali da compensarne il costo.

Programma dei giorni 04 giugno e 05 giugno:

Sabato 04 giugno:
Ore 08:30 partenza da Firenze
Ore 10:30 Appuntamento a Buonconvento presso il parcheggio fuori dalle mura
Visita al paese ed al “museo della civiltà contadina”.
Ore 12:00 visita all’abbazia di Monte Oliveto Maggiore
Ore 13:00 pranzo
Ore 15:00 arrivo ad Abbadia San Salvatore

Ore 16:30 CONVEGNO “Incontri poetici all’Amiata”
presso il teatro SERVADIO di Abbadia San Salvatore
E’ prevista all’interno del teatro, l’esposizione di opere artistiche e l’allestimento di una bancarella dove esporre libri.
Ore 21:30 Saletta dell’hotel: “Canto quasi d’estate” spettacolo di canzoni e poesia condotto da Massimo Pinzuti
Domenica 05 giugno:
Ore 09:00 Partenza da Abbadia San Salvatore per il tour della montagna (Paesi versante grossetano).
Ore 13:00 Pranzo presso un ristorante tipico con degustazione di un piatto “DOC” del Monte Amiata.
Ore 15:30 circa Tutti a casa: Viaggio di ritorno “direzione Firenze.”

Il programma potrà subire piccole variazioni in caso di maltempo o per assestamenti organizzativi.
Gli orari sono puramente indicativi, potranno subire variazioni.
Gli organizzatori del seguente programma declinano in ogni caso qualsiasi tipo di responsabilità.
Copia della presente verrà data ad ogni partecipante, che prenderà perciò atto di quanto scritto precedentemente.
Chi è interessato può prenotarsi al numero 3395904072

MOSTRA PERSONALE SOGNO METAFISICO :ENIGMA O VISIONE

articoli critici e immagini
SOGNO METAFISICO: ENIGMA O VISIONE?

Mostra di pittura di Tiziana Curti

Dal 2 al 31 di Marzo del c. a., presso la galleria dell’Arena Cinecittà, in via Pisana 576 a Firenze, si tiene la mostra della pittrice e poetessa Tiziana Curti dal titolo intrigante “SOGNO METAFISICO: ENIGMA O VISIONE?”. La mostra è voluta da Fabrizio Borghini, Giovanni Santi e Roberto Cellini Presidente e Direttore artistico del Centro d’Arte Modigliani.

Il successo della manifestazione era inevitabile dopo la mostra recententemente tenuta presso lo storico salotto fiorentino rispondente al nome magico di “Giubbe Rosse”. In occasione di quel vernissage furono svelate, ce ne fosse stato bisogno, le due vene artistiche di Tiziana Curti: la pittura e la poesia. Nei linguaggi necessari alle sue arti, pittura e poesia, la nostra artista si manifesta in maniera diversa, ma solo per le tecniche d’espressione necessariamente impiegate per ognuna delle discipline artistiche. Il suo sentire è fortemente permeato da visioni di occhi contemplanti una sorta di “già stato”, forse personale, forse fantasioso, forse più semplicemente rispecchiante entrambe le motivazioni.

Entrando nella sala espositiva, di primo impatto, sembra trovarsi davanti una pittura aggressiva e cruda poi, avvicinandosi ad ogni opera, l’animo si rasserena e tutto è più leggibile, altamente interpretativo e ben condotto tramite l’espressione pittorica molto icastica. Il linguaggio usato è semplicemente sorprendente, sia per la fantasia, sia negli accostamenti figurativi e simbolici di ogni tela dalle tinte forti. Nelle opere di questa artista non vi è rappresentata, fisicamente, figura umana, ma in quei paesaggi di tramontata vita segni di esistenze transitate sono visibili, anzi, ne sono le rappresentazioni primarie. La voce narrante dell’intera opera è un paesaggio disfatto, tormentato da una luce cromaticamente infida e incerta, forse timida col suo disegnare ombre leggere quasi siderali. Tralicci, non più conducenti energia elettrica, spalancano le braccia a cieli di poca affidabilità vicino a fabbricati di dimenticata operosità industriale, il tutto posto vicino a cubiche ex abitazioni dagli occhi vuoti delle loro finestre, dal malinconico ricordo di persone e cose vissute in altri giorni. Le tele della Curti sono un compendio simbolico di alta conoscenza proprio del simbolo, quello inequivocabile da impiegare nella comunicazione, quella vera, quella esprimente la volontà dell’artista di fare una cosa comune, espressione e lettura, per divenire a quel “comprendersi” centrale tra artista e fruitore dell’opera.

Una tela dal titolo “Rovine”, indica il passaggio della storia con i pochi elementi rappresentati, vi figurano delle rovine, appunto, ed un libro dalle pagine svolazzanti in preda all’elemento aria forse capace di raccontare cosa avvenne, in altra era, in quel posto, in quei luoghi divenuti impossibili e raffigurati in tutti i dipinti. Qualche volta i cieli di quei paesaggi desueti hanno la cromaticità infida dell’ocra, altre volte quella di un viola pesante quasi da immaginarsi la preclusione dell’ossigeno vitale; anche la terra è pesante, ha il colore della terra di Siena per di più bagnata; in quei paesaggi insistono, nella loro ragione di essere, dei laghi dal colore pesante ottenebrando ogni possibile trasparenza di quell’acqua immota. La terra si spacca in grafici zizagare di linee, le aperture mostrano altra acqua o secchezze senza speranza, il tutto avviene sotto luci offerte dal cielo più basso ancora non distaccato completamente dalle possibilità di vita. Alle finestre si muovono, in diuturna danza, brandelli di tende poste dagli ultimi abitanti a riparo di un cuocente fuoco. Ecco tutti gli elementi primordiali esprimersi nella loro rappresentazione, quella sapiente dell’artista. L’aria capace di muovere le pagine della storia raccontata sul libro di “Rovine”. Il fuoco dalla sua opera desertificatrice capace di annientare ogni umana vita dopo aver, in altri tempi, reso possibile la vita stessa. La terra non più donatrice di pomi ristoratori e chiome elargitrici frescure, una terra spaccata però, ancora una volta offrente la possibilità di riflessione con le sue aperture, quelle necessarie per svelare il senso, le verità ctonie di cui l’uomo ha ancora bisogno per conoscere se stesso. L’acqua è forse, dei quattro, l’elemento più rappresentativo in queste opere osservanti una grande coerenza stilistica, quella visibile nelle aperture della terra più rassicurante di quella dei laghi in superficie, ma ancor di più quella elargita da fantastiche aperture operate dall’artista nei cieli mostranti, a seconda delle opere, mondi altri, squarci di effettiva speranza dove i cieli e l’acqua hanno un colore normale e ne fa dono, se così si può dire, al mondo sottostante dalle negate possibilità di vita. Sono squarci altamente simbolici, due mondi capaci di interagire tra loro, il possibile e il letale, come potesse, la volontà di un’artista far rivivere il nulla, un deserto creato dal male con la salvifica funzione, non solo simbolica, dell’acqua, elemento di primaria ed essenziale valenza.

E’ nella natura della donna quello di immaginare mondi diversi, dall’aiuto cui lei soltanto è capace di offrire per le sue alte peculiarità, creatrice di vite e di impartire loro, a sua volta, le dritte per un’esistenza conforme alle regole umane. Hanno quindi un alto significato quegli squarci nei cieli operati da Tiziana Curti, un soccorso tempestivo in quell’estremo mondo raffigurato nei suoi dipinti, il segno di speranza ulteriore illuminante ogni passo descrittivo del proprio narrare pittorico.

In quelle epoche immaginarie in cui, in quei luoghi vi era vita, l’opera rimase incompiuta, figurano infatti delle pietre grezze su cui l’umano non aveva fatto in tempo a operare la levigazione, simbolicamente parlando, rammarico di non aver raggiunta la conoscenza delle cose più alte.

La donna contiene moltissime cose, la Curti ce lo ricorda ponendo, su quasi tutte le tele, dei vasi e bottiglie policrome, contenitori di qualcosa, oppure no, in ogni caso rappresentanti la possibilità di offrire ai “posteri” il contenuto della storia fatta di vite, ingegni, abbandoni e la speranza di ritrovarsi in un Eden di altri colori, popolato di buone volontà dove il coro di cherubini avrà finalmente vinto la battaglia con la tenebra, allora si potrà leggere la storia della storia.

Tiziana Curti conosce benissimo il contenuto di quei vasi, il suo segreto è custodito insieme a quelli di donna, ma questo lo può confidare ai fruitori delle proprie opere, forse tramite quelle future sicuramente altrettanto intriganti quanto quelle in mostra.

Carlo Ciappi