festival dell’arte 8° incontri poetici all’Amiata

FESTIVAL DELLA POESIA SULL’AMIATA 2/3 giugno 2012 –  8°meeting nazionale dei poeti

INCONTRI POETICI SULL’AMIATA

l’Appuntamento è fissato per il sabato 2 Giugno 2012 ,alle ore 16,30 presso lo storico teatro Servadio via Pinelli 30 nel centro di Abbadia San Salvatore, gentilmente messo a disposizione dalla Pro Loco del comune di abbadia san salvatore e dall’Assessorato alla cultura che patrocinano l’evento Quella di quest’anno sarà l’ottava edizione, un appuntamento consolidato per la città e per l’amministrazione comunale che offrono gratuitamente un luogo di valore storico per questa iniziativa culturale e che ha visto sempre partecipare poeti da varie parti d’Italia e perfino dalla Francia. Ogni partecipante potrà mettere in tentata vendita i propri libri  su banchetti predisposti e leggere un proprio testo, per l’occasione  sarà effettuata anche questa volta, visto il successo della scorsa edizione , anche un’esposizione temporanea di opere pittoriche  che abbelliranno ulteriormente l’ambiente ,con i colori e forme artistiche .La manifestazione sarà completata , con la parte musicale curata dal poeta cantautore , Massimo Pinzuti , che intratterrà il pubblico con melodie e canzoni scelte per l’occasione . La partecipazione alla manifestazione in teatro sia per gli autori ,gli espositori ,che per il pubblico è a carattere gratuito , perché la cultura e l’arte hanno bisogno di amore e diffusione . Per chi desidera però prolungare l’incontro poetico, l’Accademia Alfieri ha predisposto un ulteriore evento , i soci e gli amici che vorranno trattenersi saranno ospitati dall’hotel CHICCO GARDEN  validissima collocazione che collabora da molti anni con l’organizzazione degli eventi dell’Accademia in Abbadia san Salvatore , garantendo prezzi favorevoli e ottima cucina. Dopo la cena sarà offerto uno spettacolo musicale  curato da Massimo Pinzuti per concludere in grande allegria la serata. La mattina seguente subito dopo colazione ,il gruppo  poetico sarà impegnato in un’escursione una delle storiche località della zona o in una bottega artigiana che aprirà i suoi segreti solo per noi del gruppo poetico , un’occasione unica per visitare luoghi e generalmente non frequentati dai turisti. L’incontro conviviale terminerà con il pranzo della domenica in un ristorante tipico della zona .Gli interessati a partecipare e ad avere notizie sul programma e sui prezzi possono contattare  tizianacurt@virgilio.it   le prenotazioni saranno possibili entro il 15 Maggio , oltre non saranno  garantiti i pernottamenti. La località fa parte delle mete turistiche molto apprezzate da chi ama la montagna Per partecipare   soltanto alla manifestazione come autore o come pittore espositore, contattare per accordi tizianacurt1@virgilio.it  per la compilazione del programma e la scaletta della serata, entro il 15 maggio . Si prega di non aspettare gli ultimi giorni , poiché i poeti iscritti sono già numerosi . Nel pomeriggio della domenica la bella compagnia si scioglierà, per permettere a tutti di far rientro alle loro sedi prima di sera , molti poeti sono soliti venire anche da molto lontano per stare un paio di giorni tra amici che condividono la stessa passione poetica. Il convegno lascerà nei cuori e negli occhi di tutti i partecipanti  la certezza di voler ritornare un’altra volta per godere ancora dell’accoglienza e della armonia che lo hanno fatto sentire  parte di un mondo speciale .

Tiziana Curti

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MOSTRA PERSONALE SOGNO METAFISICO :ENIGMA O VISIONE

articoli critici e immagini
SOGNO METAFISICO: ENIGMA O VISIONE?

Mostra di pittura di Tiziana Curti

Dal 2 al 31 di Marzo del c. a., presso la galleria dell’Arena Cinecittà, in via Pisana 576 a Firenze, si tiene la mostra della pittrice e poetessa Tiziana Curti dal titolo intrigante “SOGNO METAFISICO: ENIGMA O VISIONE?”. La mostra è voluta da Fabrizio Borghini, Giovanni Santi e Roberto Cellini Presidente e Direttore artistico del Centro d’Arte Modigliani.

Il successo della manifestazione era inevitabile dopo la mostra recententemente tenuta presso lo storico salotto fiorentino rispondente al nome magico di “Giubbe Rosse”. In occasione di quel vernissage furono svelate, ce ne fosse stato bisogno, le due vene artistiche di Tiziana Curti: la pittura e la poesia. Nei linguaggi necessari alle sue arti, pittura e poesia, la nostra artista si manifesta in maniera diversa, ma solo per le tecniche d’espressione necessariamente impiegate per ognuna delle discipline artistiche. Il suo sentire è fortemente permeato da visioni di occhi contemplanti una sorta di “già stato”, forse personale, forse fantasioso, forse più semplicemente rispecchiante entrambe le motivazioni.

Entrando nella sala espositiva, di primo impatto, sembra trovarsi davanti una pittura aggressiva e cruda poi, avvicinandosi ad ogni opera, l’animo si rasserena e tutto è più leggibile, altamente interpretativo e ben condotto tramite l’espressione pittorica molto icastica. Il linguaggio usato è semplicemente sorprendente, sia per la fantasia, sia negli accostamenti figurativi e simbolici di ogni tela dalle tinte forti. Nelle opere di questa artista non vi è rappresentata, fisicamente, figura umana, ma in quei paesaggi di tramontata vita segni di esistenze transitate sono visibili, anzi, ne sono le rappresentazioni primarie. La voce narrante dell’intera opera è un paesaggio disfatto, tormentato da una luce cromaticamente infida e incerta, forse timida col suo disegnare ombre leggere quasi siderali. Tralicci, non più conducenti energia elettrica, spalancano le braccia a cieli di poca affidabilità vicino a fabbricati di dimenticata operosità industriale, il tutto posto vicino a cubiche ex abitazioni dagli occhi vuoti delle loro finestre, dal malinconico ricordo di persone e cose vissute in altri giorni. Le tele della Curti sono un compendio simbolico di alta conoscenza proprio del simbolo, quello inequivocabile da impiegare nella comunicazione, quella vera, quella esprimente la volontà dell’artista di fare una cosa comune, espressione e lettura, per divenire a quel “comprendersi” centrale tra artista e fruitore dell’opera.

Una tela dal titolo “Rovine”, indica il passaggio della storia con i pochi elementi rappresentati, vi figurano delle rovine, appunto, ed un libro dalle pagine svolazzanti in preda all’elemento aria forse capace di raccontare cosa avvenne, in altra era, in quel posto, in quei luoghi divenuti impossibili e raffigurati in tutti i dipinti. Qualche volta i cieli di quei paesaggi desueti hanno la cromaticità infida dell’ocra, altre volte quella di un viola pesante quasi da immaginarsi la preclusione dell’ossigeno vitale; anche la terra è pesante, ha il colore della terra di Siena per di più bagnata; in quei paesaggi insistono, nella loro ragione di essere, dei laghi dal colore pesante ottenebrando ogni possibile trasparenza di quell’acqua immota. La terra si spacca in grafici zizagare di linee, le aperture mostrano altra acqua o secchezze senza speranza, il tutto avviene sotto luci offerte dal cielo più basso ancora non distaccato completamente dalle possibilità di vita. Alle finestre si muovono, in diuturna danza, brandelli di tende poste dagli ultimi abitanti a riparo di un cuocente fuoco. Ecco tutti gli elementi primordiali esprimersi nella loro rappresentazione, quella sapiente dell’artista. L’aria capace di muovere le pagine della storia raccontata sul libro di “Rovine”. Il fuoco dalla sua opera desertificatrice capace di annientare ogni umana vita dopo aver, in altri tempi, reso possibile la vita stessa. La terra non più donatrice di pomi ristoratori e chiome elargitrici frescure, una terra spaccata però, ancora una volta offrente la possibilità di riflessione con le sue aperture, quelle necessarie per svelare il senso, le verità ctonie di cui l’uomo ha ancora bisogno per conoscere se stesso. L’acqua è forse, dei quattro, l’elemento più rappresentativo in queste opere osservanti una grande coerenza stilistica, quella visibile nelle aperture della terra più rassicurante di quella dei laghi in superficie, ma ancor di più quella elargita da fantastiche aperture operate dall’artista nei cieli mostranti, a seconda delle opere, mondi altri, squarci di effettiva speranza dove i cieli e l’acqua hanno un colore normale e ne fa dono, se così si può dire, al mondo sottostante dalle negate possibilità di vita. Sono squarci altamente simbolici, due mondi capaci di interagire tra loro, il possibile e il letale, come potesse, la volontà di un’artista far rivivere il nulla, un deserto creato dal male con la salvifica funzione, non solo simbolica, dell’acqua, elemento di primaria ed essenziale valenza.

E’ nella natura della donna quello di immaginare mondi diversi, dall’aiuto cui lei soltanto è capace di offrire per le sue alte peculiarità, creatrice di vite e di impartire loro, a sua volta, le dritte per un’esistenza conforme alle regole umane. Hanno quindi un alto significato quegli squarci nei cieli operati da Tiziana Curti, un soccorso tempestivo in quell’estremo mondo raffigurato nei suoi dipinti, il segno di speranza ulteriore illuminante ogni passo descrittivo del proprio narrare pittorico.

In quelle epoche immaginarie in cui, in quei luoghi vi era vita, l’opera rimase incompiuta, figurano infatti delle pietre grezze su cui l’umano non aveva fatto in tempo a operare la levigazione, simbolicamente parlando, rammarico di non aver raggiunta la conoscenza delle cose più alte.

La donna contiene moltissime cose, la Curti ce lo ricorda ponendo, su quasi tutte le tele, dei vasi e bottiglie policrome, contenitori di qualcosa, oppure no, in ogni caso rappresentanti la possibilità di offrire ai “posteri” il contenuto della storia fatta di vite, ingegni, abbandoni e la speranza di ritrovarsi in un Eden di altri colori, popolato di buone volontà dove il coro di cherubini avrà finalmente vinto la battaglia con la tenebra, allora si potrà leggere la storia della storia.

Tiziana Curti conosce benissimo il contenuto di quei vasi, il suo segreto è custodito insieme a quelli di donna, ma questo lo può confidare ai fruitori delle proprie opere, forse tramite quelle future sicuramente altrettanto intriganti quanto quelle in mostra.

Carlo Ciappi

personale a Genova

“OLTRE ” PERSONALE DELLA PITTRICE TIZIANA CURTI

INVITO VERNISSAGE GENOVA
 
L’ACCADEMIA ALFIERI  HA IL PIACERE D’INVITARE LA S.V.
AL VERNISSAGE DELLA PERSONALE  “OLTRE ”  DI TIZIANA CURTI
 SABATO 16 OTTOBRE ORE 17,30
 PRESSO LA STANZA DELLA POESIA E DEL CINEMA  IN PIAZZA MATTEOTTI GENOVA
 

 

VIE DI FUGA opere di Tiziana Curti

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PERCORSI DA UN IMPROBABILE FUTURO sognato o v issuto VIE DI FUGA
questo il titolo suggestivo della mostra personale che la pittrice Tiziana Curti propone al gran Caffè artistico letterario GIUBBE ROSSE a Firenze , piazza della Repubblica 13/14

IL 12 settembre alle ore 17 il vernissage per l’apertura della mostra saranno presenti molti nomi noti nell’ambito della cultura e dell’arte Fiorentina e Europea , La mostra è curata da Roberta Degl’Innocenti notissima scrittrice poetessa e organizzatrice di eventi memorabili, nel profilo critico dell’artista è affiancata dalla Dott.essa Ilaria Masi Storica dell’arte anch’essa conosciutissima nel mondo artistico Fiorentino e nazionale . Durante la presentazione prenderanno la parola per degli interventi critici e approfondimenti , LIA BRONZI Presidente della Camerata dei Poeti , Dalmazio Masini Presidente dell’Accademia Alfieri , e Roberto Cellini Presidente del Centro d’arte Modigliani . Una serie di nomi di notevole importanza che denotano l’alto interesse per la pittura di quest’artista che si affaccia con determinazione sul palcoscenico dell’arte . Dunque una mostra da non pèerdere apertura domenica 12 settembre ore 17 al caffè Giubbe Rosse Firenze Piazza della Repubblica 13