i racconti degli amici- 3- Festa di Paese – di Anna Cottini

 

festa-patronale-domenica-sera-in-pista. Il titolo è “Festa di paese” pubblicato dalla Società Editoriale Arpanet srl di Milano nella collana double face “Eros e Amore”:

………Oscillano i rosari sfiorando il seno della Vergine: collane o catene. Ma Lei sfila ugualmente con fierezza lungo la sua passerella. Le sopracciglia perfettamente disegnate, lo sguardo pare assente, come quello delle indossatrici professioniste. Ma quegli occhi spesso osservano, con tenerezza, con pazienza; non guardano per scrutare o per giudicare. La bocca immobile, mai sorridente. Le mani giunte: per pregare. O forse semplicemente strette l’una nell’altra. La pelle perfetta, il colorito pallido; nemmeno il sole  del paese più mediterraneo del mondo è riuscito a donarle un impalpabile rossore. E poi l’abito: il modello che calza a perfezione, senza una grinza o un rammendo, e il colore è sempre quello: un azzurro che non passa mai di moda.

Lei avanza. Non sei  nostra madre, ma sei la donna. Una donna che ha avuto probabilmente un compagno non desiderato e un figlio per obbligo. Un figlio come? Ribelle, mistico, girovago, matto, anomalo, diverso… Nel momento deciso dal destino la sua fronte sanguinava trafitta da una corona di spine. Ma le spine che quel figlio ha inferto a te, ti trafiggevano la gola tanto da non poter gridare. Perché tu non hai mai gridato… Nemmeno dal dolore. Donna antica? No. Donna di oggi. Hai timbrato ogni giorno puntualmente il cartellino del dovere come per entrare in fabbrica. Hai lavato i panni, hai accudito un compagno forse distante dal tuo cuore, hai atteso invano la sera il ritorno di tuo figlio. Non hai voluto imporre esempi a nessuno; ma la medaglia al merito te l’hanno data lo stesso. Ora sei vicina alle nostre fatiche, alle amarezze, ma anche alle nostre gioie. E allora gioisci con noi, perché tu non hai mai potuto provare una gioia piena. Non sei nostra madre, perché per te è stata una fatica essere madre. Non sei sorella, perché tu non sei né più grande né più piccola di noi. Non sei amica o compagna, perché non accogli quelle sfumature di gelosia o di possessività che spesso inquinano, ma anche definiscono l’amicizia. Sei una di noi.

Quante volte ti ho visto sfilare: quaranta primavere sono già passate e tu non invecchi mai. Vogliamo lacrime e tu ce le dai; chiediamo coccole e tu le dispensi. Mai pretendi qualcosa in cambio, perché sei abituata ad essere donna.

La preghiera ora s’innalza. Le voci femminili si levano più alte di quelle degli uomini; come se il suono maschile, più basso, facesse da pedana per elevare i toni più acuti. Lei adesso sta passando accanto ai miei tre uomini.  – ‘Ave Maria, proteggili tutti, concedi la tua consolazione, carezza loro l’anima ‘-

Un altro giro attorno alla piazza: l’ultimo giro in giostra e poi la Regina tornerà alla sua dimora. La sua licenza, anche per quest’anno, è terminata………

Anna Cottini

(dal racconto da me scritto “Festa di paese” pubblicato sulla collana double face “Eros e Amore”- Società Editoriale Arpanet Srl  Milano – copyright 2008)                             

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