i Racconti degli amici -1-alla ricerca del Perù- Enzo Gaia

 

 

 

 

 

 

inauguro una nuova pagina  metterò via via i racconti scritti dagli amici

ALLA RICERCA DEL… PERU’

VACANZE DI TRE POETI MOSCHETTIERI NELLA RIVIERA ADRIATICA

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Il racconto comincia con la presentazione dei protagonisti.

EMILIO e’ ARAMIS,  un poeta di grande simpatia, fantasia e cultura nonche’ fine dicitore e che ha spesso in mente la patata, nel doppio significato della lingua italiana.

PRIMO e’ PORTHOS, un poeta venuto dal mare che scrive con semplicita’ ed ironia, ma soprattutto con il cuore, le sue liriche.

ENZO e’ ATHOS, uno strano poeta con la testa tra le nuvole che ama i giochi di parole  e si crede spiritoso. Come ARAMIS pensa sempre alla patata a cui ha dedicato una filastrocca.

Alla sette e trenta di un sabato di fine luglio, i tre amici si sono dati appuntamento alla Spezia per partecipare insieme a Rimini all’Hotel Peru’ al Convegno annuale dell’Accademia Vittorio Alfieri di Firenze.

Il viaggio inizia con cattivi presagi: quella mattina nella citta’ spezzina piove a dirotto e come direbbe con un suo gioco di parole ATHOS piove anche a dir…nove.

La pioggia mista a grandine non spaventa i tre moschettieri ma a meta’ del viaggio la prima difficolta’: la misteriosa scomparsa per chilometri dall’autostrada di  aree di servizio con la toilette.

Il bisogno diventa urgente e finalmente all’orizzonte appare un’area di sosta per i camionisti con due bagni pubblici.

Pubblici neppure tanto, dal momento che serve un euro per utilizzzarli.

La cosa sembra semplice. S’introduce la moneta nell’apposita fessura, si seguono le istruzioni, la porta si apre ma non si richiude!

Altro tentativo: la porta del bagno continua ad aprirsi e chiudersi a suo piacimento mentre l’euro viene restituito.

Finalmente PORTHOS riesce a capirne il funzionamento, ATHOS e ARAMIS vi rinunciano e concimano il prato che la circonda.

Al loro ritorno trovano PORTHOS che ne spiega l’uso ad altri viaggiatori e per questo motivo ATHOS lo nomina ufficialmente CAPO DI GABINETTO dell’autostrada.

Il viaggio prosegue senza altri imprevisti e alle dodici e trenta i tre moschettieri arrivano al casello di Rimini Sud.

Chiedono informazioni per seguire la giusta direzione a ELENA, Segretaria della Sezione di Genova dell’Accademia e le  sue spiegazioni sono precise ed esaurienti.

“Dopo aver percorso un viale alberato, troverete il sottopasso della ferrovia, lo oltrepassate e arrivate ad una rotonda che vi porta in un altro viale lungo il qule vedrete alla vostra sinistra le strade con i nomi di poeti e scrittori italiani famosi. Quando incontrate VIA METASTASIO siete arrivati”.

ARAMIS, il guidatore, trova il  viale alberato ma le strade laterali non hanno il nome dei poeti, ma delle principali cittia’ italiane.

“Temo che abbiamo sbagliato viale!,  esclama PORTHOS.

ARAMIS si accosta al marciapiede per chiedere informazioni.

“Dovete tornare indietro di tre chilometri, state quasi per arrivare a Riccione!”

Senza nessuna fretta, ARAMIS  trova uno spiazzo per svoltare e tornare indietro.

In questo modo, i tre amici si trovano a percorrere il lungomare di Rimini

PORTHOS chiede agli altri moschettieri di non guardare le turiste in succinti costumi da bagno che ATHOS ed ARAMIS dimostrano invece di apprezzare.

ARAMIS ritrova la rotonda, svolta in un altro  viale e si ritrovano davanti all’Ospedale di Rimini.

“Temo che abbiamo sbagliato strada, telefoniamo ad Elena per chiedere nuovamente spiegazioni”.

“Per quale motivo siete  all’ospedale? Vi sentite male?”

ARAMIS la rassicura e con pazienza Elena  gli ripete  le spiegazioni.

“A Rimini ci sono soltanto viali alberati!”

“Tu percorri quello che ti ho indicato e arriverai all’albergo!.

“Svolta a destra, questo e’ il viale giusto! suggerisce ATHOS e i tre moschettieri si ritrovano davanti alla stazione ferroviaria.

Sono passate le tredici e trenta, la fame comincia a farsi sentire e una nuova telefonata ad Elena e’ indispensabile.

“Arrangiatevi da soli e dal momento che siete arrivati alla stazione chiedete informazioni ad un tassista!”

ATHOS scende dall’auto, ma il tassista dallo sguardo del moschettiere comprende che tutte le informazioni sarebbero inutili.

“Il solo modo che posso suggerirvi per raggiungere l’Hotel Peru’ e’ di seguire la filovia”

ATHOS risale in auto e ARAMIS segue l’autobus di linea sperando che qualche turista ad una fermata possa chiedere un passaggio.

PORTHOS, sempre piu’ esasperato,  afferma a voce alta che se non si trova in breve tempo l’albergo, scendera’ dall’auto e telefonera’ ad Elena di venirlo a prendere.

“Sono le tredici e quaranta, e’ piu’ di un’ora che stiamo girando a vuoto!”

“L’importante e’ arrivare alla meta! Nel frattempo abbiamo visitato Rimini”.

Il ragionamento di ARAMIS si rivela giusto e alle tredici e quarantacinque i moschettieri arrivano all’Hotel Peru’.

Il percorso dall’uscita del casello all’albergo era di venti minuti e i tre amici lo hanno fatto in un’ora e quindici, un tempo accettabile per  tre poeti che non conoscevano la toponomastica di Rimini.

Eppure,  ATHOS, PORTHOS e ARAMIS al loro arrivo non hanno compreso perche’  il gruppo degli Accademici si sia stupito del tempo che hanno impiegato per raggiungere dal casello l’Hotel.

Un fatto che rimane davvero misterioso ed inspiegabile.

 

A Rimini, Luglio 2014

Enzo Gaia

 

 

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