le poesie degli amici

Ho aperto una nuova pagina per collezionare le poesie degli amici , come in una galleria  da gustare una ad una .

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Inizio con questa scritta a quattro mani da Vittorio Verducci e Maria Rizzi Si tratta di una canzone di tipo Leopardiano 

PASSEGGIO LUNGO IL MARE

(canzone leopardiana)

 

Passeggio lungo il mare, nella sera,

sotto i raggi silenti della luna,

ascolto la risacca

dell’onda sulla riva passeggera.

Nell’ultimo volare

stanco, che m’appare, d’un gabbiano,

laggiù, verso il lontano

orizzonte che scurisce misterioso,

riaffiorano i ricordi,

d’un tempo, del mio tempo delizioso

di favolose estati, che non scordo.

 

Ecco, laggiù, rivedo una rotonda…

nel mormorar dell’onda,

la nostalgia riaffiora d’una nota:

è quella la canzone,

è il nostro ballo, è il bacio d’una sera,

come questa, al chiarore della luna;

fugace primavera,

che assaporammo là, sulla scogliera.

 

Rivedo te, dolcissima sirena,

i tuoi capelli sparsi

come alghe, tra i baci della spuma.

Sento il calore del mio desiderio,

il mondo intorno sfuma,

e siamo incatenati sulla rena.

Senza sfiorarci, amore,

figli del sogno, d’un solo pensiero,

sotto lo sguardo argenteo della luna.

 

(Scritta a quattro mani da Maria Rizzi e Vittorio Verducci)

N.B. “Come alghe” è iato

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ALTRA AMICA E ALTRA POESIA

 , questa mi piace particolarmente  è di Anna Cottini

 

IRENE

Non amo il sopravvivere,

ti confidai quel giorno;

adesso ti confesso:

è meglio deragliare.

E’ un nodo, un guazzabuglio,

giuro: non è un imbroglio.

Paura non d’amare

la voglia di nascondermi;

nemico da sconfiggere:

pacata ipocrisia

che giudica e ferisce

questa passione anomala.

Se sogno le tue mani

non è capriccio labile

o tessera di un puzzle

che forma un quadro inutile.

Tu, bizzarro refolo

che guizza nella mente,

mi graffi dentro l’anima

e mi tormenti il cuore.

E ancora la tua immagine

che penetra sfacciata

in questo giorno liquido….

E mille gocce gelide

sai trasformare in briciole

che baciano la pelle;

ma questi strani brividi

sussurrano la voglia

di un’ansia incontenibile:

è il pane del mio vivere.

Irene, IO TI AMO.

Sei la mia via di fuga,

il mio confine infranto,

pugnale nello stomaco.

Irene, IO TI AMO.

Sei tutto ciò che ingoio:

veleno, amaro, dolce,

groviglio nella gola.

Indeciso il tuo sguardo,

senti la nenia complice:

ti prego di concedermi

la fragile illusione

di questo strano amore.

 

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ed oggi pubblico una poesia del presidente dell’Accademia Alfieri Dalmazio Masini

 

IL PREZZO

Volevo l’onda calma e la tempesta

Il vino e l’acqua, il cielo e l’arenile,

gli alberi, enormi re della foresta

e le tenere erbette dell’aprile.

In cambio avrei donato solo file

di versi da cantare ogni momento,

certo d’essere il capro dell’ovile,

quello che solo vale più di cento.

E più che avevo e meno ero contento

negli anni accesi dell’età più forte,

quando ambizioso come un monumento

sognai perfin di vincere la morte

Ora che ho spalancato le mie porte

a una realtà che mai volli vedere

neppure un’ombra siede alla mia corte,

e nessun verso nasce al mio cantiere

Niente sono riuscito a trattenere

sprecando ad una ad una ogni occasione

per declinare sempre il verbo avere

e recitar la parte del leone.

Oggi mi basterebbe l’emozione

di un fresco bacio a risvegliarmi in festa

e in cambio di quest’ultima illusione

darei tutta la vita che mi resta.

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7 risposte a “le poesie degli amici

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