PICCOLE RECENSIONI PER GLI AMICI, N.12, ALL’OMBRA D’I DAVID di Gioia Guarducci

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Questa volta un appuntamento particolarmente gustoso e divertente

PRESENTAZIONE ALL’OMBRA D’I DAVID di Gioia Guarducci

Gioia Guarducci è uno dei soci più attivi dell’associazione Accademia Alfieri , ha ideato e creato insieme al marito Mario Macioce il calendario poetico , molto più di un calendario ma una vera raccolta di poesie dei soci . Organizza e partecipa a numerosi incontri di poesia e realizza la rubrica del “dolce Stile Eterno” del trimestrale “l’Alfiere”. Sempre molto attenta alla lingua, essendo stata insegnante di lettere, conosce ed usa in modo competente e armonioso la metrica e le sue eccezioni, ha pubblicato vari libri di poesia con buon successo, tra questi due in vernacolo fiorentino, che sono stati molto ben accolti dal pubblico, il primo “DA’ RETTA NANNI” e questo ultimo che presenterà presso la saletta coop Firenze nord-, tra qualche giorno “A L’OMBRA D’I DAVIDE.” 100 sonetti in vernàholo fiorentino”

L’uso del vernacolo fiorentino non ostacola la comprensione dei testi tutti composti con maestria nella forma classica del sonetto ,come è stato fin dai tempi dei fiorentini illustri della storia, il contenuto è pungente , critico , divertente e ironico.

Prende garbatamente in giro le abitudini e i difetti degli italiani compresi i fiorentini con l’arguzia tagliente che li distingue .

L’autrice è un’attenta e insospettabile osservatrice delle abitudini più o meno educate dei suoi concittadini e li descrive in un modo così gradevole da far sorridere anche chi si ritrova tra le righe dei suoi versi.

Questa raccolta è un mix di personaggi descritti in modo scoppiettante che strappa una risata alla fine di ogni poesia e fa comunque risaltare l’amore grande per la propria città che come dice la canzone “ la nostra cittadina , pettegola e carina , l’ha ci’à tant’anni e la non invecchia mai,”così come il vernacolo che resiste nei secoli e ogni tanto risorge per virtù di questi autori. che con amore e passione lo ripropongono alla lettura

Ed ora un assaggino  di questi sonetti per voi ne ho scelti due

I’ SESSO FORTE

Quando a i’ mi’ gigi dolgono un po’ l’ossa

o se d’inverno busca un raffreddore,

s’è giù di voce o ci ha la gola rossa,

lui s’ha a provà la febbre a tutte l’ore.

Se. Dio ne guardi, capita che tossa:

ne’ bronchi sente “un foho , un gran vruciore”

gli par d’aver già i’ piede nella fossa

e cento volte vol chiamà i’ dottore

Gli sembra d’esser a un passo dalla morte,

crede su i’ serio d’ ‘un potè guarire.

Proprio è convinto,’un fa miha pe’ finta!

E questo vien chiamato i’ “sesso forte”?

Fosse toccato all’omo a partorire

la razza umana si sarebbe estinta.

INFERMIERA DOMICILIARE

-So’ proprio stanca morta cara Vera.

da quando i’ mi’ marito s’è allettato

‘unn ho dormito più una notte intera

a tutte l’ore gli sto sempre a lato.

-Che occhiaie! pòera Nina, sò sincera

tu mi pari ‘no zombi rincarnato;

oh tu ‘unn’ avevi preso un’infermiera

perchè potesse assistere i’ malato?-

-E appunto! ho fatto ‘na ‘hoglioneria:

gli ho preso un’infermiera diplomata,

ma come quella è entrata a casa mia,

tutta pimpante, bionda, ben truccata,

da soli, sai, e ‘unn è pe’ gelosia

ma ‘un li lascio nè giorno nè nottata

(Gioia Guarducci da ALL’OMBRA D’I’ DAVID”)

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